Gazzetta di Reggio

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castelnovo monti, IL FUTURO DEL SANT’ANNA

Convegno con le donne sul futuro dell’ostetricia

di Luca Tondelli
Convegno con le donne sul futuro dell’ostetricia

Mentre si attendono risposte, attraverso gli esami medico legali, sulla tragedia dello scorso 24 aprile, quando una bambina è nata senza vita dopo una gravidanza che non aveva dato alcun segnale di...

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Mentre si attendono risposte, attraverso gli esami medico legali, sulla tragedia dello scorso 24 aprile, quando una bambina è nata senza vita dopo una gravidanza che non aveva dato alcun segnale di problemi fino all’avvio del travaglio, si torna a parlare del destino del reparto di Ostetricia del Sant’Anna. Sul tema interviene la coordinatrice del Circolo del Pd di Castelnovo, Cosetta Gattamelati, che annuncia anche un incontro rivolto soprattutto alle donne, per avere il loro punto di vista, il prossimo 9 maggio.

«Il tema sul futuro del Punto Nascita provoca ora se possibile ancora più preoccupazioni. Ci sono temi però come questo che richiedono un confronto non solo politico o di tenuta di un territorio. Abbiamo bisogno di affrontare la discussione dal punto di vista culturale, rispetto a come tutto il tema della gravidanza e della nascita si è trasformato negli ultimi decenni. Siamo passati da una visione di naturalità dell'evento a una forse eccessiva “sanitarizzazione”. La comunità scientifica ha evidenziato con una grande preoccupazione, come in Italia sia più alta l'incidenza delle complicazioni derivanti dal eccessivo ricorso ai parti cesarei. Molti Stati europei a parità di standard di sicurezza non superano il 15 per cento. Nella nostra regione siamo attorno al 20 per cento. Castelnovo quasi al 40. E questo dato deve fornirci elementi di riflessione». Prosegue Gattamelati: «E’ ineludibile che le donne, proprio per la grande importanza dell'evento nella propria vita, hanno raggiunto una consapevolezza altissima, così come altissima è la richiesta di professionalità e sicurezza sia del punto nascita ma in generale di tutto comparto, ginecologico, consultorio, ostetrico. E’ una scelta che non si può sbagliare. Credo sia necessario discutere di questo delicato tema proprio con loro, le donne, ascoltare le loro idee, le loro sensibilità, per meglio interpretare e elaborare proposte. Perché è più importante mantenere alta la qualità di ciò che si può realizzare, di quello che eventualmente non c’è. Invitiamo quindi le donne ad un primo confronto sabato 9 maggio alle ore 16, all’Albergo Miramonti».

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