Expo, da Tecton la visita degli arabi
Il padiglione degli Emirati tra i più ammirati a Milano Sarà allestito nuovamente ad Abu Dhabi nel 2020
REGGIO EMILIA. Decine e decine di rappresentanti governativi degli Emirati Arabi con relative delegazioni al seguito hanno inaugurato venerdì, a Expo 2015, il loro faraonico padiglione a cui è stato dato il nome “Food For Thought" (cibo per la mente). Il padiglione, che è stato più volte mostrato e commentato anche in diretta televisiva per la sua particolare originalità accompagnata da un alto tasso di tecnologia, porta la firma della reggiana Tecton, la società cooperativa scelta dagli stessi Emirati Arabi per “splendere” a Milano.
Dopo aver partecipato, nel 1906, all’Esposizione internazionale di Milano con la Società cooperativa pittori, decoratori e imbiancatori di Reggio Emilia a cui fu anche assegnata la medaglia d’argento di collaborazione, la Tecton è tornata quindi a Expo. Ma ancora prima del 1906, precisamente nel 1900, la stessa era andata all’Esposizione di Parigi.
A Milano, comunque, l’azienda è tornata realizzando uno tra i padiglioni più all’avanguardia, sia dal punto di vista architettonico che per quanto riguarda il materiale e la tecnologia utilizzati. Non solo. Il padiglione curato da Tecton riesce anche a evocare la natura, la cultura, la vita e le tradizioni degli Emirati Arabi, che saranno la sede della prossima esposizione internazionale nel 2020.
Ma la sfida dell’azienda reggiana non è stata solo quella di realizzare una struttura degna di Expo: dopo la chiusura della fiera mondiale il 31 ottobre, infatti, il padiglione dovrà essere smantellato e allestito nuovamente ad Abu Dhabi fra 5 anni.
Una sfida importante per i progettisti – che sono stati guidati dall’architetto Gerard Evenden, senior executive partner di “Foster & Partners” – che hanno impiegato tre anni (e innumerevoli tavole e progetti) per studiare un’opera che rispondesse in pieno alle richieste dei committenti: che fosse smontabile e riutilizzabile, cioè, e che potesse adattarsi al clima così diverso di Milano e degli Emirati Arabi.
Si parla di otto mesi di lavoro ininterrotto che hanno impegnato 74 aziende, di cui 39 reggiane, e oltre 280 uomini per realizzare 4.386 metri quadrati di padiglione. Un investimento di 60 milioni di euro, di cui 12 milioni di importo lavori prettamente edili. Un’operazione niente male per festeggiare i 125 anni di attività di Tecton.
«La difficoltà tecnica dell’opera e l’alta qualità delle finiture hanno reso complicata la realizzazione – ha commentato Fulvio Salami, presidente della società cooperativa – ma grazie all’ottimo rapporto di collaborazione che si è creato con gli architetti dello studio Foster & Partners, siamo riusciti a realizzare il padiglione in tempi da record».
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