Loculo in “uso perenne”, ora le chiedono 1440 euro
Ha fatto collocare il feretro della madre nella tomba del padre, ma si trova a dover pagare e protesta. Il Comune: «E’ il regolamento»
BAGNOLO IN PIANO. «Mia madre pagò il loculo che le venne concesso in uso perenne. Non mi sembra giusto dover sborsare altri soldi». Con queste parole una 58enne di Reggio originaria di Bagnolo - dove è sepolta la sua famiglia - ha contattato la Gazzetta e ha raccontato la sua vicenda, che l’ha vista scontrarsi con il Comune e nella quale si sta facendo assistere da un avvocato.
Il caso ha avuto origine tanti anni fa, tra il 1967 e il 1968 quando la madre della donna comprò, all'interno del cimitero della frazione di San Michele, due loculi. Il contratto stipulato con il Comune di Bagnolo, per la cifra di 260mila lire, specificava che la concessione dei loculi erano a uso perenne, e vennero poi utilizzati per ospitare le salme del padre e del fratello della 58enne.
Poi, nel 2006, la donna perde purtroppo anche la sorella, e chiede al Comune se sia possibile collocarla nel loculo del fratello. Il permesso viene accordato: i resti dell’uomo vengono riposti in una cassettina e affiancati nello stesso loculo dove è stata inumata la salma della sorella. Ma, alla fine dell'anno scorso, un nuovo lutto colpisce la donna. Questa volta, a venire a mancare è la madre. E anche in questo caso la donna vorrebbe ripetere la stessa operazione, questa volta con il loculo del padre.
«Mia madre – racconta – è morta il 30 dicembre dello scorso anno. Allora mi sono rivolta in Comune per chiedere di poter effettuare lo stesso procedimento. Con mia grande sorpresa un’impiegata mi spiegò che se volevo ripetere quell’operazione avrei dovuto pagare una cifra pari al 60% del valore del loculo. A quel punto chiesi di parlare con un funzionario: mi si presentò una donna che mi disse che la legge era molto chiara a riguardo, e che questa norma era entrata in vigore nel 2000, deliberata dal consiglio comunale. Eppure, nel 2006, mi concessero di aprire il loculo di mio fratello. Per fare quello che desideravo, dovevo pagare 1440 euro».
Furono giorni molto difficili per la donna, e oltre a questa “grana” si verificò anche un altro spiacevole inconveniente: in occasione del funerale della madre, svoltosi l'ultimo dell'anno, l'impresa di pompe funebri sbagliò cimitero, aggiungendo imbarazzo al dolore.
«A casa trovai i documenti di mia madre – prosegue la donna – in cui si attesta che la concessione dei loculi era perenne, e per questo non ho intenzione di pagare nulla. La delibera? Non mi interessa, il Comune avrebbe almeno dovuto avvisare i proprietari di questo cambiamento. Per questo ho fatto scrivere una lettera dal mio legale». Al momento del funerale la madre è stata tumulata dove voleva la figlia, ma il pagamento non è ancora avvenuto.
«Avrei dovuto pagare entro il 10 gennaio – conclude la donna – ma non ho intenzione di farlo». Dal Comune di Bagnolo arriva la replica della funzionaria responsabile: «Abbiamo risposto all’avvocato spiegando che, secondo il regolamento del consiglio comunale, in caso di riutilizzo di un loculo perenne sia necessario corrispondere una cifra pari al 60% del suo valore». Chi la spunterà?
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