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Unioni gay, in arrivo i ricorsi e un'interrogazione al Senato

di Evaristo Sparvieri
Unioni gay, in arrivo i ricorsi e un'interrogazione al Senato

Dopo la cancellazione del prefetto, le associazioni annunciano battaglie in parlamento e in sede legale

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REGGIO EMILIA. Un’interrogazione in Parlamento e l’intenzione di andare avanti fino in fondo, attraverso un ricorso al Tar o un esposto in Procura. Dopo la decisione del prefetto, Raffaele Ruberto, di cancellare le trascrizioni nel registro del Comune dei matrimoni omosessuali contratti all’estero, le associazioni gay e lgbt studiano le contromosse per ribaltare il provvedimento, in linea con la discussa circolare emanata lo scorso ottobre dal ministro per gli Interni, Angelino Alfano.

A suonare la carica, in primo luogo Arcigay Reggio Emilia, che ha scritto ai senatori Sergio Lo Giudice (Pd ed ex presidente nazionale Arcigay) e Maria Mussini (Gruppo Misto, ex M5s), chiedendo loro di intervenire con una interrogazione parlamentare «per capire come sia possibile che una circolare ministeriale già cassata dal Tar Lazio venga applicata in Emilia».

«La scelta è ricaduta su due senatori emiliani che hanno già dimostrato il sostegno alle battaglie di eguaglianza tramite il sostegno in Commissione al disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili – fa sapere Alberto Nicolini, segretario Arcigay Gioconda – Appare surreale che una coppia di Roma possa mantenere la propria trascrizione, mentre una di Reggio no». Alla lettera ha risposto subito la Mussini, annunciando anche la sua partecipazione alla Terza settimana reggiana contro l’omofobia, in programma dal 6 al 17 maggio: «Il grosso guaio del nostro Paese è che spesso la tutela dei diritti passa per il tribunale, in troppi settori della nostra vita – risponde la senatrice reggiana – In commissione giustizia si può fare tanto e piano piano si creano le condizioni per andare avanti; a me pare che il quadro normativo sia sfalsato rispetto alla vita vera: a volte è indietro, a volte è sconfessato nella pratica. In entrambi i casi il singolo si deve rivolgere a un giudice. Una cammino duro e complicato ma da non smarrire». Proprio un ricorso al giudice, intanto, è ciò che stanno valutando Emanuela Lanzerotti e Conchita Nicolao, la prima coppia reggiana che, dopo aver celebrato il proprio matrimonio a Faro, in Portogallo, nel 2013, lo scorso marzo ha ottenuto la trascrizione in Comune da parte del sindaco Luca Vecchi.

«Nei confronti dell’annullamento, ci muoveremo la prossima settimana - fa sapere Emanuela Lanzerotti - abbiamo già preso un appuntamento con i nostri avvocati per decidere quale sia la strada migliore da intraprendere». Due le ipotesi: «O il ricorso al Tar o un esposto in Procura – aggiunge Lanzerotti – Abbiamo già le idee molto chiare, ma prima di prendere una decisione valuteremo il parere dei nostri legali».

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