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Bersani sferza Renzi da Luzzara «Serve più sinistra in questo Pd»

di Jacopo Della Porta
Bersani sferza Renzi da Luzzara «Serve più sinistra in questo Pd»

L’ex segretario, nel Reggiano per sostenere la ricandidatura di Costa, elogia il «sistema Reggio» «Qui ritrovo la mia gente» ha dichiarato, tornando poi sull’Italicum: «Ribadiremo il nostro dissenso»

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LUZZARA. Esclude una scissione, ma è convinto che ci sia l’esigenza di «costituire un punto di vista di sinistra» all’interno del Pd, che «rischia di perdere le sue radici inseguendo l’idea di un partito pigliatutto». Inoltre crede che bisogna «organizzare il collettivo, perché una persona da sola non va da nessuna parte». A poche ore dal voto finale sulla legge elettorale, il cosiddetto Italicum, che sta creando non poche fibrillazioni nel Pd, l’ex segretario Pierluigi Bersani ha fatto tappa nel Reggiano. «Qui vengo volentieri - ha detto il politico piacentino - perché trovo la mia gente. Questa è una provincia dove l’idea di sinistra è un’idea originaria, che ha portato un sacco di avanzamenti e che può essere ancora una chiave per affrontare i problemi di adesso».

In tanti hanno voluto salutare Bersani a Novellara, dove ha partecipato a un dibattito, a Luzzara, dove ha preso parte all’inaugurazione della campagna elettorale del ricandidato sindaco Andrea Costa, e a Gualtieri, dove ha visitato Palazzo Bentivoglio. Applausi e strette di mano, prima di un delicato passaggio parlamentare, sul quale non si è voluto sbilanciare molto. «Come voterò? Troveremo il modo, le forme non so quali saranno, di ribadire un dissenso rispetto a questa legge. Le motivazioni sono quelle che ho già detto, cioè che si rischia una semplificazione troppo forte rispetto del meccanismo democratico».

Tra i militanti in questi giorni si respira la preoccupazione per una possibile scissione, che però l’ex segretario assicura non essere in alcun modo in agenda. «Lo escludo, ovviamente, perché penso che il Pd sia il luogo dove far valere le proprie idee. Credo nella lealtà verso questo partito e nel rispetto delle sue regole, che dicono tra l’altro che davanti a un tema di natura costituzionale ogni parlamentare risponde alla sua personale responsabilità. Questa è la regola della ditta».

Questa professione di lealtà non esclude però l’esigenza di organizzare meglio chi non si rispecchia nell’attuale leadership. «Credo che via via si organizzerà un punto di vista di sinistra dentro il Pd, perché un partito di centrosinistra ha bisogno di una sua identità, che non può essere quella del partito pigliatutto, che non va bene. C’è il rischio di scollarsi dalle radici. Lo ripeto spesso: non si può vendere casa per andare in affitto, vale per la politica come per la vita di tutti i giorni».

Nel suo tour Reggiano Bersani ha comunque addolcito i toni della polemica nei confronti del premier Matteo Renzi, verso il quale dopo i primi voti sull’Italicum aveva avuto parole molto dure. A precisa domanda su come valuta complessivamente l’operato del governo, la risposta è diplomatica. «Complessivamente l’operato del governo è buono. E’ un governo che si è dato l’obiettivo di dare una scossa, di rimettere in modo le energie. Su questo c’è stato qualche risultato. Naturalmente non tutti gli atti di questo governo li avrei fatti allo stesso modo».

Una parte dei bersaniani (o forse oggi ex bersaniani) ha votato sì all’Italicum, per questo qualcuno ha parlato di parricidio. Tra il pubblico a Novellara si è sentita qualche voce critica sul modo in cui è stata organizzata la fronda all’ex sindaco di Firenze. Il politico piacentino assicura di non sentirsi tradito. «Sono il primo ad essere moderatamente bersaniano. Su questi temi non esistono vincoli di partito, tantomeno di corrente. Ognuno fa come crede e non chiedo lealtà verso di me. Vedo che c’è grande disagio tra i parlamentari e ognuno lo esprimere a suo modo». Bersani chiede però rispetto per la sua storia. «Quando vedo qualcuno che c’era e che ha fatto qualcosa per il partito, mi alzo in piedi e lo vado a salutare. Poi penso con la mia testa. Spero che non si perdano questi costumi, che i rapporti siano franchi e onesti».

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