Crisi, basta sprechi: adesso anche il cibo si “ricicla”
Boom di pratiche solidali per evitare : sconti alle famiglie e donazioni agli enti per alimenti vicini alla scadenza
REGGIO EMILIA. La crisi economica ha ridotto gli sprechi alimentari in Italia. Lo hanno ribadito osservatori ed enti che si dedicano a questa tematica, di grande attualità ad Expo 2015, e lo confermano nel Reggiano le associazioni che si occupano di raccogliere dai supermercati i prodotti freschi prossimi alla scadenza, per poi dirottarli nei canali distributivi della solidarietà. Alcune onlus hanno infatti registrato un calo sensibile nella disponibilità di alcune categorie di alimenti. «La crisi ha indubbiamente ridotto gli scarti - conferma Matteo Gandini, che si occupa dei progetti educativi per la Caritas reggiana - e questo anche perché la merce in scadenza che un tempo veniva stoccata in magazzino e poi gettata, viene oggi proposta ai consumatori in spazi appositi con dei forti sconti».
Una pratica che ha preso piede in molte catene della grande distribuzione e che si spiega con la ridotta capacità d’acquisto di tante famiglie, la necessità di chi vende di contrastare il calo dei consumi e probabilmente con una maggiore sensibilità al tema dello spreco, puntualmente al centro di tanti report della Fao e di altri enti nazionali ed internazionali.
La Coop ha varato da alcuni anni la promozione “Lo sconto che non scade”, dedicato ai freschi e freschissimi vicini alla scadenza, come yogurt, latticini, carne ed altre tipologie di prodotti. Ma sono tante le catene che hanno abbracciato questa politica. «Si tratta di un processo virtuoso che non possiamo che giudicare in modo positivo - prosegue Gandini - perché contribuisce a ridurre gli sprechi, anche se ha una ricaduta su chi raccoglie le eccedenze per finalità di solidarietà». Gianmarco Marzocchini, che si occupa della mensa Caritas di via Adua, spiega che questo cambiamento in atto non ha messo in difficoltà la struttura, che gode di una sua rete di approvvigionamento consolidata. «Ma su alcuni prodotti, come il pane, che prima non si sapeva dove mettere, ora in effetti si registra un calo perché molti supermercati lo vendono a prezzi ridotti dopo una certa ora. Questa riduzione nella raccolta dei freschi è stata percepita ad esempio da Remida Food, la rete che mette in collegamento supermercati e associazioni di volontariato».
La grande distribuzione resta comunque fondamentale per il mondo non-profit che si occupa di aiutare le persone in difficoltà a mettere insieme tutti i pasti della giornata. A Reggio e provincia nel 2014 il progetto “Brutti ma buoni” della Coop, che consiste nel donare i freschi prima della scadenza o i prodotti con qualche difetto (come una scatola di pelati ammaccata, per fare un esempio), ha consentito di donare alimenti per un valore di 309mila euro. Nella sola Guastalla, dove la Coop sta sostenendo un progetto per la realizzazione di un market solidale, l’anno scorso sono stati forniti beni per quasi 14mila euro.
Conad partecipa regolarmente alle collette del Banco Alimentare e contribuisce all’approvvigionamento della rete della solidarietà. Non esiste invece una politica uniforme sui prodotti invenduti ed è lasciato ai soci scegliere se applicare eventuali sconti, come avviene in diversi comuni.
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Paola Ancilla Rondanini, direttrice dei Conad Le Vele e Le Querce di Reggio, parla con orgoglio di “spreco zero” nei suoi punti vendita. «Sono 15 anni che tutte le sere le associazioni e le parrocchie vengono a ritirare l’invenduto del forno e della gastronomia». Le operazioni avvengono con precisione e sistematicità. «I volontari sono molto bravi perché sanno che non possono intralciare la chiusura del market e il personale è molto professionale nel preparare loro gli alimenti da portare via. Il tutto avviene in una finestra di tempo precisa».
Le parrocchie del centro di Reggio e quella di Pieve, la cooperativa sociale L’Ovile e il centro Giovanni XXIII si riforniscono in questi due punti vendita. «Alla mattina invece viene una signora dei Frati Capuccini - prosegue Rondanini - per ritirare le confezioni integre ma danneggiate, che non possono essere messe in vendita, e la verdura. Le posso garantire che nel bidone della spazzatura finisce davvero molto poco. E ammetto che guardiamo con soddisfazione al fatto che riusciamo ad aiutare tante famiglie in difficoltà”.
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