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Il premier da Bologna zittisce le correnti

BOLOGNA. «Domenica tra Venezia, Modena, Bologna, Milano. L'Italia è più forte di chi dice solo e sempre no #lavoltabuona». Così il premier Matteo Renzi, ieri, in un tweet inviato poco prima di...

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BOLOGNA. «Domenica tra Venezia, Modena, Bologna, Milano. L'Italia è più forte di chi dice solo e sempre no #lavoltabuona». Così il premier Matteo Renzi, ieri, in un tweet inviato poco prima di prendere parte alla Festa nazionale dell'Unità a Bologna, dove ha tenuto il discorso di chiusura dell'evento celebrato insieme al presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. «Io non schiaccio la testa a nessuno, ma non mollo» ha detto il segretario del Pd rispondendo a un militante che lo invitava a «schiacciare la testa agli elefanti» della minoranza Pd, quella impersonata tra gli altri da Pierluigi Bersani, che era nel Reggiano per sostenere la candidatura del sindaco di Luzzara, Andrea Costa. «Cari democratici, prendiamoci un impegno - ha detto Renzi da Bologna - non ci fermeremo a cento metri dal traguardo. Taglieremo il traguardo sulla legge elettorale, le riforme, sulla necessità di dare più soldi alla scuola pubblica e lo faremo senza dare a nessuno il diritto con un fischio di bloccarci». Il premier spinge quindi sull’acceleratore per tentare di spegnere il “fuoco amico”, quello generato dalle correnti interne al suo partito, e che intendono invertire la rotta presa dalla maggioranza del Pd, che proprio sull’Italicum può trovare più sponde dal centrodestra che dalla sinistra del partito. «In ballo non c'è il futuro di Matteo, Stefano, Francesco, ma chi se ne frega...- ha sottolineato il premier davanti agli ospiti della Festa - In ballo è l'idea se questo Paese può essere luogo che nei prossimi trent'anni attira intelligenze ed educazione o no. Vogliamo essere un Paese che vive nel futuro o no»?

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