Scuola, oggi giornata di scioperi e disagi
Mobilitazione contro il ddl del governo. Da Reggio tre pullman per la manifestazione di Milano
REGGIO EMILIA. Nella scuola è raro che uno sciopero incontri un'adesione superiore al venti per cento. Ma da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda contano su una partecipazione sostanziosa alla protesta di oggi martedì 5 maggio contro il ddl sulla “Buona scuola” che il governo s’appresta a presentare al Parlamento, anche se saranno pochi i plessi scolastici costretti alla chiusura. Non sarà scarsa la delegazione che si recherà a Milano o a una delle sei manifestazioni indette in altrettante città italiane.
I sindacati hanno predisposto tre pullman, che partiranno stipatissimi alle 7 da piazzale Europa. Vi saranno i segretari provinciali dei sindacati scuola di Cgil, Elvira Meglioli, Cisl, Monica Leonardi, Uil, Mario Raia, e Gilda, Antonio Bonfrisco, insieme a un centinaio di insegnanti, studenti e rappresentanti di altre categorie e Cgil, Fiom, Filcams e Fp, che porteranno la loro solidarietà in quanto utenti della pubblica istruzione. A Milano è previsto un corteo che da piazza della Repubblica raggiungerà l'Arco della Pace, dove parleranno i segretari nazionali della Cisl-scuola, Francesco Scrima, e dello Snals, Paolo Nigi.
Uno dei nodi del contendere è l'intenzione governativa di rafforzare i poteri dei dirigenti scolastici. «La maggior parte dei docenti - obietta Elvira Meglioli - pensa che si debba valutare il proprio operato, ma contesta la modalità con cui è prevista la valutazione, che attribuisce al dirigente la discrezionalità sulla scelta di chi è meritevole del salario accessorio. Questi, inoltre, avrebbe carta bianca nell’assumere gli insegnanti con contratti triennali, nell'accettare o meno i trasferimenti e nel formulare il piano dell'offerta formativa».
«La nostra critica - spiega Monica Leonardi - si incentra su tre punti. Il problema del precariato non sarà risolto. Sulla valutazione, si tratta di una materia contrattuale, da definire con una procedura diversa. Infine è inaccettabile che non si rinnovi il contratto scaduto da quasi sette anni».
Ancora più duro Mario Raia, che denuncia i «superpoteri concessi ai presidi che decidono su tutto» e un «percorso mirato sempre più ad interessi personali e privatistici mascherati dalla cosiddetta meritocrazia, un vero colpo di stato». Una manifestazione parallela si svolgerà oggi a Bologna, organizzata dai Comitati di base della scuola, che si sono dati appuntamento alle 8 alla stazione ferroviaria. (l.s.)
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