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Cemental, morì a 56 anni La madre: «Amianto killer»

Tiziano Soresina
Cemental, morì a 56 anni La madre: «Amianto killer»

Correggio: sotto processo per omicidio colposo il titolare 68enne dell’azienda. L’operaio lavorò 23 anni nella ditta di tubi. Chiesto un milione come risarcimento Trovato con 70 ovuli di cocaina e una pistola nel vano scale

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CORREGGIO (REGGIO EMILIA). Da oltre un anno pende sull’ex stabilimento Cemental – in cui si producevano tubi in cemento-amianto – una maxi inchiesta non ancora conclusa (un centinaio le persone pronte a costituirsi parte civile), ma la via giudiziaria è già stata aperta – ieri in tribunale a Reggio – per omicidio colposo e rievoca la morte (avvenuta nel 2008) del 56enne Giuseppe Cagarelli che in quella ditta correggese lavorò per 23 anni, dal 1969 al 1992 (cioè fino al momento in cui l’azienda venne chiusa).

Contro l’imprenditore 68enne Franco Ponti – subentrato al timone dell’azienda nei primi anni Settanta dopo la scomparsa del padre Sergio – un pesante capo d’imputazione che rimarca la mancata adozione dei “provvedimenti tecnici, organizzativi e procedurali necessari ad impedire o ridurre o comunque contenere l’esposizione alle polveri d’amianto negli ambienti di lavoro, di curare la fornitura e l’effettivo impiego di idonei mezzi di protezione personale nonché di informare il lavoratore circa i rischi derivanti dalla inalazione delle polveri d’aminato”. Violazioni che anche per la famiglia Cagarelli – costituitasi parte civile tramite l’avvocato Andrea Romano (che rappresenta la madre) – causarono la morte dell’operaio a 56 anni, piegato in pochi mesi e fra terribili sofferenze da un mesiotelioma pleurico maligno: da qui la richiesta di un risarcimento-danni di un milione di euro.

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La dottoressa Marinella Martinelli (dell’Ausl) ha ricordato che della pericolosità dell’amianto si parlava ampiamente già negli anni ‘50 ( la Cemental fu fondata nel 1955), essendo emerso che il mesotelioma si registrava con maggiore e significativa frequenza tra gli addetti all’estrazione e alla lavorazione dell’amianto. Poi il riferimento alle misurazioni effettuate in fabbrica (nel 1976, nel 1987 e nel 1988) che avevano riscontrato presenza di polveri , tra le quali erano presenti particelle di amianto, oltre il consentito, e che avevano portato ad emettere prescrizioni per l’adeguamento, ad esempio, degli impianti di aspirazione. Ha fatto presente che tra i lavoratori della Cemental (che al massimo ebbe fino a 500 dipendenti) risultano 18 decessi per mesotelioma provocato da fibre di amianto . E ha sottolineato che per le particelle di questo minerale le norme non fissano limiti minimi di concentrazione: deve essere la più bassa possibile.

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Hanno poi testimoniato due ex sindaci di Correggio, Renzo Testi (in carica dal 1963 al 1976) e Giulio Fantuzzi (1976-1980). Testi ha ricordato che durante il suo mandato si occupò soprattutto della crisi dell’azienda, perchè c’erano 230 dipendenti che rischiavano di perdere il lavoro, e ha aggiunto che a lui non arrivarono segnalazioni circa problemi di sicurezza in fabbrica. Mentre Fantuzzi, dopo aver ricordato che prima dell’istituzione delle Ausl c’erano i Consorzi socio sanitari, che non avevano la veste di polizia giudiziaria per entrare nei luoghi di lavoro, ha fatto presente che con l’imputato, all’epoca segretario correggese della Dc, aveva buoni rapporti, e che non si opponeva, a differenza di altri, ai controlli in fabbrica. Nel 1976 era stata anzi stipulata un’apposita convenzione.

Un dipendente della Cemental ha infine ricordato come Cagarelli l’avesse sostituito nel lavoro sui pezzi speciali, in cui la linea di sbavatura sui tubi veniva raschiata via con il coltello. A fine giugno la seconda udienza.

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