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Coopsette e Unieco ripartono da Atikram

Enrico Lorenzo Tidona
Coopsette e Unieco ripartono da Atikram

Ecco il nome della newco nella quale conferire i rami, i due colossi ritentano la fusione anticrisi. In gioco oltre 200 esuberi

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REGGIO EMILIA. La svolta del mondo delle coop edili reggiane potrebbe essere vicina. Il condizionale è d’obbligo visto che di fusione tra Coopsette e Unieco si è già parlato l’anno passato, quando era stata annunciata l’operazione Unisette. Una brand rimasto lettera morta, che prevedeva l’unione delle attività delle due cooperative con oltre 300 esuberi da riassorbire tramite prepensionamenti e la sponda offerta dal sistema cooperativo.

Ora il canovaccio resta lo stesso ma il perimetro dell’operazione - annunciata nei giorni scorsi ai sindacati - è molto diverso. L’idea è quella di passare alla costituzione di una società ad hoc dove conferire gran parte dei rami delle due aziende, per ripartire con nuova linfa e separare il pregresso dall’operazione di rilancio senza più fardelli. Non solo quelli del debito, ma probabilmente anche quelli giudiziari in capo a Coopsette (dall’inchiesta sulla Tav di Firenze a quella sul villaggio di Campione del Garda).

La società dentro la quale verrà sancito il matrimonio d’affari si chiama Atikram srl, newco con sede a Castelnovo Sotto già creata in precedenza in vista dell’obiettivo. A bocce ferme, i due gruppi di costruzione guidati da Fabrizio Davoli (Coopsette) e da Mauro Casoli (Unieco) arriverebbero a ricavi consolidati attorno al miliardo di euro, che valgono la sesta piazza in Italia dopo i colossi del mercato come Salini, Astaldi Condotte (alla quale Coopsette ha ceduto l’appalto per della Tav di Firenze), Pizzaratti e Cmc.

La novità, quindi, è la piattaforma scelta: una società di capitali che sarà l’avamposto per aggredire anche i mercati esteri, mentre il prestito sociale e altre attività ancora non note rimarranno in capo alle coop di origine. Un piano che ricorda il progetto Sicrea, ora in mano a Luca Bosi, che aveva aperto le porte a Coopsette decisa però a giocare una partita a due con Casoli.

Il primo verdetto ufficiale arriverà sabato 9 maggio, quando i soci di Unieco dovranno votare il primo step di avvicinamento verso l’integrazione. Un test di tenuta, questo è certo, per i vertici della cooperativa di via Ruini, che dovranno affrontare un’altra seduta straordinaria vista la portata dell’evento.

Resta aperto il confronto con i sindacati, che verranno resi edotti del piano nei prossimi giorni. Gli esuberi saranno il sale della contrattazione: si parla di oltre 200 posizioni in bilico tra i due gruppi, per i quali sono già in ipotesi percorsi di espulsione agevolati oltre che di ricollocazione. Se tutto andrà come nei programmi, si potrebbe giungere nel giro di un semestre al punto di svolta della più grande crisi della cooperazione reggiana, ancora in affanno nonostante i massicci piani di ristrutturazione dei debiti.

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