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Ex Caffarri, dal consiglio l’ok alla riqualificazione

Ex Caffarri, dal consiglio l’ok alla riqualificazione

In Sala Tricolore approvata la delibera sul riuso degli spazi abbandonati Progetti anche per l’ex Gallinari e il Maffia. Regole più semplici per Mancasale

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REGGIO EMILIA. Meno burocrazia, meno costi e tempi più rapidi per poter riqualificare e recuperare il patrimonio edilizio in alcune zone della città (zona stazione, Santa Croce e Via Emilia esterna al centro storico) e nella zona industriale di Mancasale. È questo il cuore della variante al Regolamento urbanistico e edilizio (Rue) approvata ieri a maggioranza in sala Tricolore.

La delibera, proposta dell’assessore Alex Pratissoli, prevede che da ora in avanti sia possibile intervenire attraverso un intervento edilizio diretto, senza cioè dover attendere l’approvazione di una variante al Poc (Piano operativo comunale), che può richiedere tempi lunghi e costi elevati per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie.

Il provvedimento, che ha ottenuto 17 voti a favore da Pd e Sel, 5 voti contrari dall’opposizione e l’astensione di due consiglieri del M5S (Bertucci e Cantamessi), troverà una rapida applicazione in particolare a Santa Croce, dove a breve partirà un intervento per poter nuovamente utilizzare lo stabilimento dell’ex mangimificio Caffarri, in via Gioia, da anni in stato di abbandono.

Sono già avviate ipotesi anche per il recupero degli edifici dell’ex Gallinari e degli edifici che hanno ospitato il circolo Arci Maffia. Sempre nell’area Santa Croce, secondo l’assessore Pratissoli, sarà possibile fare interventi leggeri di riqualificazione, mentre in via Turri sarà più facile modificare la destinazione d’uso dei fabbricati per favorire un maggior mix di funzioni complementari alla residenza.

La variante risulterà particolarmente importante anche per quanto riguarda l’area di Mancasale, dove precisa ancora l’assessore «sarà possibile ampliare le volumetrie del 30% in deroga agli attuali limiti urbanistici, accorpare, demolire o frazionare le unità produttive e realizzare nuovi insediamenti unendo lotti tra loro contigui». (r.f.)

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