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MediaRe e L’Ovile: effettuate in un anno 1.315 mediazioni

REGGIO EMILIA. Associazioni, cooperative e operatori del territorio reggiano impegnati nella mediazione si sono riuniti ieri nella sede de L’Ovile per partecipare a un incontro formativo organizzato...

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REGGIO EMILIA. Associazioni, cooperative e operatori del territorio reggiano impegnati nella mediazione si sono riuniti ieri nella sede de L’Ovile per partecipare a un incontro formativo organizzato con la nota antropologa belga Pat Patfoort, tra le più importanti figure a livello internazionale nel campo della gestione non violenta dei conflitti. Ospite in Italia per una serie di conferenze, la Patfoort ha fatto tappa in città per un seminario di aggiornamento durante il quale ha approfondito alcuni degli elementi fondanti il suo approccio di mediazione, confrontandosi con gli operatori del territorio. «Siamo partiti - commenta Daniele Marchi, responsabile dell’area Giustizia della cooperativa sociale L’Ovile - dai conflitti più gravi, quelli penali, e dall’accoglienza di una parte, i colpevoli, ci si è posta con forza la questione dell’altra parte in causa, le vittime. Mediazione e giustizia riparativa sono gli strumenti con i quali stiamo lavorando da tempo per offrire spazio, ascolto, possibilità di incontro e, ove possibile, di riconciliazione». Durante gli undici mesi di attività svolti nel 2014 dallo sportello di mediazione sociale e dei conflitti gestito dalla cooperativa MediaRe (fusasi lo scorso 1° novembre con L’Ovile) – che dopo un periodo di chiusura temporanea riaprirà nelle prossime settimane in via Turri 55/A – sono stati effettuati 1.315 interventi rivolti a circa 300 persone. Alla base della richiesta di un intervento di mediazione ci sono principalmente conflitti di vicinato, ai quali seguono altri tipi di conflittualità. Acoglienza e ascolto sono i primi passi per affrontare situazioni spesso complesse, che richiedono diverse tecniche di risoluzione dei conflitti in un’ottica di solidarietà e giustizia riparativa, capaci sul territorio reggiano di portare risultati positivi in circa la metà dei casi affrontati. Equilibrato per età e composizione sociale il profilo degli utenti del servizio, che vede accogliere in circa tre casi su quattro utenti italiani registrando una leggera prevalenza di accessi da parte degli uomini rispetto alle donne.

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