"Pedìa de Cyro", ecco la traduzione della Ciropedia di Senofonte
Fatta da Boiardo per i suoi protettori estensi, sabato mattina la presentazione da parte del Centro Studi. Un premio a Silvia Ferrari: miglior tesi
SCANDIANO, Il Centro Studi Matteo Maria Boiardo di Scandiano è nato nel 2001 per inizativa dell’indimenticabile Giuseppe Anceschi, bella figura di intellettuale che ci ha purtroppo lasciati alla fine dello scorso anno, e di un gruppo di studiosi di varia provenienza geografica e accademica, decisi a promuovere le ricerche sul poeta dell’Orlando innamorato (o – come è più corretto dire – dell’Inamoramento de Orlando) e a diffonderne i risultati.
Da subito l’impresa ha potuto contare sull’aiuto lungimirante dell’amministrazione locale: un sostegno efficace che non si è mai interrotto negli ormai quattordici anni di attività del Centro, il cui impegno si è profuso sia sul piano del rapporto con molte realtà universitarie italiane e straniere, sia su quello del contatto con il territorio. Interlocutrici privilegiate sono state le scuole, da quelle dell’infanzia ai licei, per comunicare a un pubblico il più vasto possibile la bellezza dei capolavori scritti dal conte di Scandiano. Esempio raro, nel collasso dei valori di cultura e di vita civile, di come istituzioni diverse possano concorrere al bene comune e giovare su livelli molteplici e non per questo alternativi.
Il Centro ha organizzato una serie di convegni, pubblicato diverse monografie e si dedica oggi in particolare all’edizione critica e commentata degli opera omnia di Boiardo. Quattro volumi sono già usciti; l’ultimo in ordine di tempo è la Pedìa de Cyro, ovvero la traduzione della Ciropedia di Senofonte fatta da Boiardo per i suoi protettori estensi. L’edizione è curata da Valentina Gritti e sarà presentata alla Rocca dei Boiardo di Scandiano, sabato 9 maggio alle ore 11, da Cristina Montagnani dell’Università di Ferrara, con una conferenza dal titolo L’ombra del guerriero. Il volgarizzamento boiardesco della Pedìa de Cyro e il potere estense.
Nell’occasione sarà anche conferito a Silvia Ferrari il premio per la miglior tesi di dottorato di argomento boiardesco dell’ultimo biennio. Il Centro, infatti, bandisce regolarmente premi per tesi di giovani che affrontino problemi legati a Boiardo o alla cultura a lui vicina. A questa attività è riconosciuta una forte importanza per la valorizzazione delle ultime generazioni e con la speranza che un classico diventi sempre più oggetto di studio condiviso.
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