Chiesto rinvio a giudizio per tre ex consiglieri Pd
Regione, notificati 16 avvisi al gruppo dem della scorsa legislatura, compresi i reggiani Moriconi, Pagani e Barbieri
REGGIO EMILIA. Sedici ex consiglieri regionali del gruppo Pd, fra i quali anche i reggiani Marco Barbieri, Beppe Pagani e Rita Moriconi. Sono i destinatari delle richieste di rinvio a giudizio per peculato inoltrate nei giorni scorsi dalla Procura di Bologna nell’ambito dell’inchiesta spese pazze. L’inchiesta riguarda le spese dei gruppi consiliari della scorsa legislatura in Assemblea legislativa, nel periodo da giugno 2010 a dicembre 2011.
Fra i 16 rinviati a giudizio solo due hanno ancora un ruolo politico: il deputato Matteo Richetti e l’europarlamentare Damiano Zoffoli. Due, invece, le archiviazioni, per Antonio Mumolo, consigliere in carica, e Paola Marani. Gli importi contestati sono gli stessi contenuti negli avvisi di fine indagine del novembre scorso: in totale, per il gruppo Pd, 940 mila euro, l’importo più alto di quelli emersi nell’inchiesta, anche in considerazione del fatto che il gruppo Pd, con 18 indagati, era il più numeroso. Il conto è rimasto sostanzialmente lo stesso, fatto salvo per gli importi attribuiti a Mumolo (circa seimila euro di treni e taxi) e Marani. «Io sono tranquillo - fa sapere Marco Barbieri – spero che ci sai al più presto la possibilità di chiarire, come in parte ho già fatto quando sono stato ascoltato dalla magistratura, dietro mia richiesta. Ho rinunciato a centomila per il mio anno di assenza in consiglio. Penso che questo parli da solo». La spesa contestata a Barbieri è di circa novemila euro. Per Pagani, invece, la cifra contestata si aggira sui cinquemila euro.
«Sono amareggiato ma non sorpreso – afferma Pagani – Vorrei ricordare che stiamo parlando di spese per le quali ho presentato ampia documentazione a giustificazione, dell’inerenza. Non ho mai utilizzato risorse del gruppo per interessi o affari personali. Ho mantenuto un livello sobrio. Sono fiducioso e sereno con la mia coscienza». Fra i reggiani, la spesa contestata più alta è quella di Rita Moriconi, pari a circa 17 mila euro: «Personalmente non ho avuto comunicazione del rinvio a giudizio. Ho già chiarito che le spese non erano tutte mie, ma anche di collaboratori del gruppo a me affiancati che hanno chiesto autonomamente rimborsi».
Gli altri consiglieri Pd rinviati a giudizio sono Marco Monari, Marco Carini, Thomas Casadei, Gabriele Ferrari, Vladimiro Fiammenghi, Roberto Garbi, Mario Mazzotti, Roberto Montanari, Anna Pariani, Roberto Piva e Luciano Vecchi. Rispetto ai 42 avvisi di fine indagine inviati a novembre, il gruppo Pdl, con 11 indagati, è rimasto l’unico per il quale non è stato ancora firmato il rinvio a giudizio, ma nel giro di una settimana i magistrati fanno sapere che chiuderanno il cerchio anche per loro.
Per alcuni ex consiglieri (Lega e Sel) è già in corso l'udienza preliminare. «Pieno rispetto del lavoro dei giudici – commenta il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – ci sarà modo per i consiglieri coinvolti di dimostrare la liceità dei loro comportamenti».
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