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Delitto in Polonia, sconvolti i figli della donna sgozzata

di Franco Dallasta
Delitto in Polonia, sconvolti i figli della donna sgozzata

Altra udienza al processo contro Fermo Manzotti. La sentenza è attesa entro la fine del mese

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SCANDIANO. E’ in programma questa mattina, al tribunale di Tarnobzeg, in Polonia, la terza udienza del processo per omicidio premeditato con l’aggravante della particolare efferatezza (prevista dal codice penale polacco per i casi di omicidio estremamente crudeli) contro il 47enne scandianese Fermo Manzotti che, il 14 giugno dell’anno scorso, nei pressi del paese di Chmielowie, aveva ucciso la moglie Teresa Misa, tagliandole la gola sotto gli occhi del figlio di 4 anni, che era con loro in auto.

Fermo Manzotti sta seguendo tutte le udienze (a porte chiuse per garantire la privacy ai tre figli) rimanendo serio e tranquillo – raccontano i pochi che lo hanno visto – ascoltando attentamente le parole del traduttore che gli riferisce quanto detto dai giudici e dai vari testimoni. Mercoledì scorso è stata sentita la sorella di Teresa, Aldona Misa, che vive e lavora in Italia e che si è recata apposta a Tarnobrzeg per l’occasione. E’ stata lei che, quando Manzotti è stato portato in aula, ha cominciato ad urlargli contro in italiano.

«Ma non posso dire quello che mi hanno chiesto i giudici – dice al telefono la sorella della vittima, che ora, assieme ai genitori e ad un’altra sorella, si prende cura dei tre figli di Fermo e Teresa – perché mi è stato proibito. Posso però confermare che ho ricevuto varie lettere da Fermo, in cui chiedeva perdono a me, ai suoceri e anche ai figli. Però, in tutte le lettere, non parla mai di omicidio ma semplicemente di “incidente” o di “errore commesso”. Non so, quindi, se sia veramente pentito e cosciente di quanto ha fatto. Dal carcere di Rzezow, dove ha trascorso questi mesi, ha scritto anche tre lettere alla figlia più grande, continuando a ripeterle che le vuole bene, che vuole tornare insieme alla sua famiglia e le chiede di mandargli delle sue fotografie, insieme ai suoi fratellini... »

Ma, stando al racconto di Aldona Misa, i tre figli sono ancora sconvolti da quanto accaduto. «Continuano ad andare ogni settimana sulla tomba della mamma – dice la sorella della vittima – e tutto il paese la ricorda costantemente facendo anche recitare delle messe in chiesa, alle quali partecipano tutti i parenti di Teresa.

La più grande, che ora ha 11 anni, non vuole più sentire parlare del padre ed è rimasta sconvolta vedendo le immagini del padre mentre veniva portato in tribunale. Il bambino, che ora ha quasi 5 anni, continua ad avere gli incubi di notte, a fare la pipì a letto e a raccontare di vedere il padre dietro la finestra e di avere i brividi per la paura. E’ ancora sotto le cure degli psicologi. Solo la più piccola, nata due anni fa in Polonia, non è ancora cosciente di ciò che è accaduto anche se va sempre, insieme alla nonna e ai fratelli, sulla tomba della mamma».

A queste scene di dolore ancora non sopito, fa da contraltare il processo a Fermo Manzotti, che prosegue con l’audizione di numerosi testimoni, nessuno dei quali – a quanto pare – parente diretto di Manzotti. In programma c’è una decina di udienze (almeno due alla settimana) e si prevede che la sentenza possa arrivare entro la fine di maggio.

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