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Viaggio al Children Park, la vera perla di Expo 2015

di Enrico Lorenzo Tidona
Viaggio al Children Park, la vera perla di Expo 2015

E' una delle attrazioni più attese della manifestazione di Milano. Un regno a misura di bambino per nutrire il pianeta attraverso il gioco, dove ci siamo recati per capire come funziona

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MILANO  Bambini che raccolgono gocce d’acqua per nutrire le piante fiorite, che si mettono col naso all’insù per tentare di riconoscere i profumi delle erbe aromatiche, fino a diventare piante viventi grazie a un “ologramma” proiettato sui muri. Un ecosistema fatto di sensazioni e ricostruito attraverso il gioco, che rappresenta il fulcro - quello vero - dell’idea che ha fatto germogliare l’Expo di Milano.

Affinché lo slogan “Nutrire il Pianeta, energie per la vita” non restasse un pretesto pubblicitario, è stato creato anche il Children Park, luogo di apprendimento che esplora il rapporto tra bambini e natura, messo in piedi con poche ma efficaci idee dalla fondazione Reggio Children, che è stata in grado di nobilitare l’evento con un’area dedicata ai più piccoli. Il risultato è notevole, visto il budget speso per i padiglioni e le premesse della macchina organizzativa, che ha stentato a partire.

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Al Children Park firmato dall’istituzione reggiana è tutto pronto e funziona a pieno regime. Non solo: il parco è uno dei pochi luoghi di vera interazione tra i visitatori e l’organizzazione, un fiore all’occhiello che ripaga in visibilità gli sforzi economici spesi negli anni dall’amministrazione reggiana, che primeggia solitaria in Italia in questo frangente.

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Dentro al parco ci sono animatori (quelli della Doc di Torino) che accolgono bambini e famiglie per accompagnarli nei percorsi allestiti all’interno di uno spazio verde dove spiccano delle grandi cupole con steli intrecciati, sotto le quali sono ospitate le attività. Ci sono le fontane aromatiche, «una sorta di capsule che scendono sulla testa dei piccoli visitatori per farli annusare i profumi delle spezie che magari i genitori usano per cucinare - ci racconta una delle animatrici - Poi, dentro una teca con le piante vere, devono riconoscere qual è quella giusta, toccandola anche con le mani. Un’interazione vera che li avvicina anche alla quotidianità».

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«Nel secondo spazio i bambini usano invece degli imbuti per raccogliere delle gocce d’acqua che simulano la pioggia, da versare poi in dei lavelli: spingendo un tasto l’acqua viene nebulizzata e bagna le piante, sempre per fare capire loro quanto è importante la fragile autonomia dell’ecosistema».

Seguendo i camminamenti in legno che costeggiano una cava d’acqua artificiale, è tutto un susseguirsi di famiglie e scolaresche, di nazionalità diverse ma che ridono e si divertono all’unisono. Il terzo gioco si basa sul rapporto tra micro e macro cosmo: i bimbi si pesano e il risultato viene confrontato con la quantità di api corrispondenti. «Facciamo comprendere le relazioni tra uomo e natura e i suoi delicati equilibri» ci spiegano i giovani educatori con la maglia blu e il logo colorato del parco. Poco più in là le bici che producono energia con la pedalata e ancora i “messaggi planetari”. «Si tratta di una piccola vasca rotonda nella quale i bambini pescano i messaggi scritti da altri bimbi. Ognuno di loro scrive un proprio pensiero sul tema della natura e del pianeta, che viene poi preso in consegna da un coetaneo. Alla fine vengono proiettati su uno schermo. E’ divertente e speriamo sempre che scrivano messaggi di felicità».
 

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