Acquisti d’auto sul web con truffa
Nei guai un 46enne: per due volte rifila assegni fasulli poi sparisce
REGGIO EMILIA. L’acquisto di macchine su Internet è il suo forte, peccato che le compri rifilando assegni fasulli agli ignari venditori, cioè due privati.
E’ accaduto a Reggio tre anni fa e le indagini della polizia hanno portato all’accusa di truffa e ricettazione per il 46enne Vincenzo Antonio Barile – di San Severo (Foggia) – ora finito sotto processo davanti al giudice Cristina Beretti.
Uno dei due reggiani che si sentono truffati – cioè un 34enne – si è costituito parte civile tramite l’avvocatessa Gisella Mesoraca. Praticamente identici i racconti di chi tre anni fa aveva messo sul mercato le rispettive macchina.
Si parte dall’inserzione dell’auto in un sito specializzato in vendite online, poi il contatto via telefono per avviare una trattativa sul prezzo.
In un caso si tratta di una Wolksvagen Tuareg (15mila euro il costo conclusivo), nell’altro di una Seat Altea (valutata, alla fine del tira e molla, 9mila euro).
Una volta trovato l’accordo economico, iniziano sudati contatti per incontrarsi, finché in entrambi i casi Barile arriva nel pomeriggio: una volta fatto il passaggio di proprietà all’Aci, il pugliese consegna il relativo assegno, per poi ripartire con l’auto appena comprata.
Di quelle due macchine non si saprà più nulla e si sospetta che siano state velocemente trasferite all’estero.
Ma per i due venditori la beffa non è ancora sospettata, ma basterà recarsi il giorno dopo in banca per rendersi conto che l’assegno ricevuto è solo carta straccia, un titolo di credito falso.
In aula Barile è stato riconosciuto in fotografia, inoltre il venditore 34enne ha specificato che al telefono non aveva trattato con Barile, ma con una persona che era con lui quando si sono incontrati a Reggio per la definizione della vendita dell’auto.
«L’assegno circolare – ha detto in udienza il 34enne costituitosi parte civile – era già pronto, compilato a mio nome. Solo dopo ho scoperto che quell’uomo aveva una cinquantina di macchine intestate, per non parlare dei guai giudiziari...».
L’imputato – che è difeso dal legale Nicola Tria – sembra svanito nel nulla. Si riparlerà, in aula, di questa vicenda il prossimo 7 luglio.(t.s.)
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