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Blitz dei carabinieri al Lolita Metà delle ballerine sono in nero

di Miriam Figliuolo
Blitz dei carabinieri al Lolita Metà delle ballerine sono in nero

Poviglio: sospesa l’attività del night e al titolare comminata maxi-multa di quaranta mila euro Dal locale arriva la smentita: «Tutto in regola e lo dimostreremo. Non si chiude neppure un giorno»

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POVIGLIO. Ancora guai per il Lolita night club, il noto locale notturno in via Romana che ospita spettacoli di lap dance, strip ed “e un “risto privee”.

Sono quasi tutte straniere e in regola con il permesso di soggiorno, ma non per quello che riguarda il rapporto di lavoro, le dieci ragazze che l’altra sera carabinieri e funzionari della Direzione territoriale del lavoro hanno trovato intente a esibirsi nel locale, pur non essendo assunte con il necessario contratto.

In pratica i militari dell’Arma – in azione quelli di Guastalla e i colleghi del nucleo ispettorato del lavoro – hanno sorpreso a lavorare in nero il 45 per cento dei dipendenti presenti nel locale (10 su 22).

Il blitz dei carabinieri è costato al Lolita night club l’immediata chiusura e una multa salatissima, ben 40mila euro.

Ma ieri lavoratori e gestori dichiaravano: «Stasera (ieri sera, ndr) siamo aperti». Così telefonando al numero della direttrice di sala, Daniela, indicato sul sito del Lolita: «Il Lolita non è affatto chiuso. Cosa è successo? Chiedetelo a Stefano, il titolare».

«È successo che quelle dieci ballerine non erano “nostre” – spiega quest’ultimo – ma della nuova società che dal 30 aprile gestisce il locale. Abbiamo provato a spiegarlo ai carabinieri, ma loro niente... Si tratta di dieci ragazze al loro primo giorno di lavoro. Il locale è sempre stato in regola con le assunzioni. E anche questa volta non ci sono irregolarità: faremo i nostri passi per dimostrarlo. La verità è che il Lolita è il miglior locale del nord Italia. È molto conosciuto e ha sbaragliato la concorrenza. E questo dà fastidio...». E sulla maxi multa: «Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione a riguardo».

L’intervento al Lolita dei carabinieri di Guastalla e del Nucleo ispettorato lavoro, supportati del personale della Direzione territoriale del Lavoro di Reggio Emilia, rientra in una mirata attività tesa a contrastare le fattispecie illecite correlate al lavoro nero e all’impiego di manodopera clandestina.

Le dieci ballerine sono risultate tutte non aver un contratto d’assunzione e, ai sensi delle attuali norme di legge, l’attività è stata immediatamente sospesa. La ripresa dell’attività, fanno sapere dai carabinieri, dipenderà dallo stesso titolare che dovrà regolarizzare i dipendenti impiegati in nero e pagare la maxi multa. Ma l’ingresso in scena di una nuova società può aggirare il divieto di apertura.

Un blitz analogo al Lolita era andato in scena nel maggio di quattro anni fa. Allora su 50 dipendenti 20 erano risultati in nero, quasi tutte ballerine, ma anche camerieri e addetti ai tavoli. L’attività venne subito sospesa e fu comminata una multa (ms “solo” 1.500 euro).

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