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I quartieri invasi dal circuito Off di Fotografia Europea

I quartieri invasi dal circuito Off di Fotografia Europea

Da Via Veneri e via Eritrea al chiostro della prefettura, "fette" di città degradata e gioielli nobili cambiano volto grazie alle mostre dell'evento

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REGGIO EMILIA. I quartieri cittadini si illuminano con Fotografia Europea. Una delle proposte OFF più interessanti riguarda la zona della stazione ferroviaria, per l’esattezza Viale IV Novembre e via Eritrea dove l’arte scende in strada e arriva direttamente… dal Brasile, grazie a una proposta del regista Enrico Masi, che negli ultimi anni ha seguito alcuni “grandi eventi” per osservare il loro impatto sul territorio. 

L’ultimo progetto di Masi si focalizza sul Brasile alle prese con il secondo mega-evento, le Olimpiadi con sede a Rio De Janeiro, dopo i Mondiali di Calcio del 2014. Insieme ad Alessandra Maisani e Yasmim Assade, Masi ha seguito le evoluzioni di questa situazione per le strade delle megalopoli brasiliane, specie a San Paolo, venendo a contatto con storie, eredità culturali, atti di resistenza. Ne è nato il film “Lepanto” prodotto da Caucaso, collettivo di artisti/attivisti con sede a Bologna fondato nel 2002. A sua volta, da un capitolo del film, è scaturita la mostra fotografica “Urgente Brasil” che racconta di una surreale partita di calcio su un terreno abbandonato di una sconfinata periferia: un’immagine inedita e partecipata di un mondo trascurato dai riflettori del circo mediatico.

L’attitudine “on the road” del progetto si riproduce a Reggio Emilia, in collaborazione con il comitato di quartiere, utilizzando le vetrine dei negozi a fini espositivi. Inoltre la sede del dopolavoro ferroviario di via Eritrea ospiterà lo stesso Masi nelle giornate inaugurali per un incontro con il pubblico, una performance musicale e la proiezione di un estratto di “Lepanto”. Non è l’unico evento ad animare il quartiere. Sempre in viale IV novembre, nella sede di Icarus Ensemble, è ospitata la mostra di Simone Morciano “Tamera”, reportage sul villaggio eco-sostenibile del Portogallo, e un progetto con protagonista la cittadinanza e i suoi scatti di famiglia.

Un’altra proposta interessante, dal titolo “Veneri OFF!”, è promossa dal comitato “Via Veneri Non Mollare”. Saranno affissi tra Via Veneri e Viale Ramazzini quindici progetti selezionati dal concorso Off 2015. Ogni cittadino potrà scegliere il suo progetto preferito e votarlo direttamente sul sito internet di Fotografia Europea nella sezione OFF. Oltre alle quindici mostre selezionate, vi aspettano in zona anche le proposte di Michele Fornaciari, Simone Fornaciari, Federica Bologna.

Passare da una casa all’altra, incontrare e conoscere persone nuove, “masticare” arte negli angoli più impensati di appartamenti, cortili, scale, terrazzi: tutto questo e molto altro viene proposto in via Roma durante le giornate inaugurali. “Tutti i luoghi il luogo” è l’evento promosso da Ghirba Biosteria e coordinato da Irene Russo, Maddalena Cattani, Marco Appiotti, Dalila Longo, Pierluigi Sgarbi, Flavia Prodi. Cinquanta fotografi hanno interpretato il tema del festival, Effetto terra, realizzando a volte opere site-specific o ispirate all’atmosfera del quartiere. Le sedie rosa davanti alle porte sono un invito a entrare per scoprire le vite degli altri, sbirciare dentro alle camere d’albergo o chiacchierare con i negozianti. Cuore dell’itinerario è l’Hotel City ma nessun angolo è risparmiato.

Perfino i distributori automatici dove Alessandra Calò – che espone anche nel circuito ufficiale - ha posizionato tra le merendine le sue opere autografate a tiratura limita, acquistabili a un prezzo simbolico. Fabrizio Cicconi rappresenta una finestra dentro a un’altra finestra mentre l’Hotel Lorenz offre una cabina telefonica e un ascensore alle idee della videomaker Sara Bonaventura e del pittore Umberto Giorgione.

Per vedere una delle foto di Sandra Lazzarini, annidate tra i capi della Lavanderia Vanna, bisognerà invece avere un numero come quando si ritira un abito. Nelle giornate inaugurali apriranno le porte ai visitatori anche la storica Tipografia Fratelli Manfredi, il Palazzo Maria Melato, la Scuola Internazionale di Comics, l’Atelier L’Altromondo e il Lab Art del parco Santa Maria, con una collettiva di artisti in prevalenza argentini, a cura di Ruben Quiroga. Dagli studenti dell’Istituto Comprensivo Leonardo Da Vinci, in collaborazione con il Teatro dei Quartieri, arrivano le foto del Challenge Instagram “Naturale Resistenza”, esposte nella vetrina di un barbiere. Nelle tre giornate inaugurali inoltre verranno messi in scena performance teatrali, concerti e degustazioni. Per orientarsi tra i tanti luoghi e le varie iniziative di Via Roma, è stata ideata anche la App “Via Roma Trip” (disponibile gratis su Google Play e App Store).

In più, sempre in via Roma, al civico 8, è in programma la mostra collegata “Questo è il mondo”, presso la Banca Albertini & Syz, un omaggio ad Angelo Davoli, artista prematuramente scomparso la cui ricerca ha visto un confronto tra l’elemento contemporaneo ed un richiamo altro, quasi metafisico.  Visitare l’allestimento presso Albertini & Syz è come accedere al “laboratorio” di Davoli grazie a materiali inediti e scatti preparatori utilizzati per la realizzazione dei lavori più noti; fra questi anche l’installazione “Cantiere Morini”, eseguita in un sito industriale della provincia di Reggio Emilia e confluita poi nell’opera “Certe notti” realizzata da Mauro Bigonzetti e Luciano Ligabue.

NUOVE SEDI APRONO ALL’OFF

Ogni anno il Circuito Off si arricchisce di nuove location. Tra le altre, si segnalano le mostre “Riconosco, nell’uomo, la natura” al Chiostro della Prefettura di corso Garibaldi e “Il Giardino del Re” nell’Archivio di Stato di via Cairoli, entrambe promesse dall’associazione Refoto. La prima, curata da Massimo Mantovani, indaga il profondo carattere conoscitivo di un “genere” come il ritratto che esula dall’ambito strettamente estetico. La seconda, curata da Cesare di Liborio, si misura con un suggestivo tema immaginario per stimolare l’inventiva degli artisti. L’Archivio di Stato ospita anche le foto di Fiorella Iacono, Luca Monzani ed Ettore Moni.

LE SEDI CHE NON MANCANO MAI ALL’APPELLO

Una delle sedi collegate più prestigiose è la Collezione Maramotti (in via Fratelli Cervi 66) che ospita “Time Flies. A Highlight” di Esko Männikkö. L’artista finlandese, già presente nell’edizione 2013 di Fotografia Europea (Circuito On), ama paragonare il proprio lavoro a quello di un cacciatore – sulle orme di un’antica passione del padre – di un collezionista di immagini. Va così alla ricerca di soggetti realistici che provengono dalla propria esperienza e sensibilità: gli uomini soli e i paesaggi remoti della terra d’origine (“Female Pike”), i luoghi abbandonati dall’Emilia al Texas (“Organized Freedom”), le nature morte (“Flora & Fauna”) e gli animali imbalsamati (“Harmony Sisters”), le sculture funerarie in stato d’abbandono (“Blues Brothers”).

La mostra ospitata alla Collezione Maramotti presenta 50 opere tratte da queste serie, ognuna autonoma e nello stesso tempo in dialogo con le altre. L’obiettivo di Männikkö rispetta il dato realistico e allo stesso tempo lo trasforma, esaltandone la bellezza. L’uso magistrale della luce e dei cromatismi e la capacità di dare vita a composizioni eleganti e calibrate avvicinano la sua ricerca all’ambito pittorico.

La sensibilità e l’attenzione per aspetti apparentemente periferici – edifici in rovina e soggetti emarginati, familiari ma anche universali – si fonde con l’utilizzo di cornici di seconda mano o appositamente costruite a partire da materiali di recupero, contribuendo alla creazione di un universo espressivo inedito. Männikkö condensa in un magico equilibrio elementi apparentemente inconciliabili: empatia, humor, inquietudine e sentimento del sublime.

C’è poi la Biblioteca delle Arti (piazza della Vittoria 5/T) con la proposta di Gianluca Balocco che, nei primi anni ’90, ha effettuato ricerche di lungo respiro come quella compiuta insieme alle pazienti lungodegenti di un ospedale psichiatrico e quella affine ricavata dalla frequentazione di un gruppo di poeti di Marsiglia. Per “Naked Plants” – mostra che propone a FE2015 - Balocco ha impiegato due anni per far crescere alcune specie di piante stagionali.

Seguendone letteralmente lo sviluppo, l’artista è entrato nel loro mondo che è quello di una differente durata con tappe, imprevisti, svolte e adattamenti. Successivamente ha estratto le piante dalla terra per fotografarle in ambientazioni umane (stanze, interni, ecc.): sospese con le radici visibili in balia di un nuovo contesto. Infine le ha restituite alla terra per il compimento del ciclo naturale: la morte. Un processo avvenuto in successione: prima una pianta poi un’altra in un disteso e meditato arco temporale.

Proprio questo processo di spoliazione, di alienazione dal proprio ambiente rende il contatto con queste immagini così intenso. Nell’ambito della mostra, sabato pomeriggio 16 maggio, sarà presentato il catalogo di mostra curato da Elio Grazioli e Riccardo Panattoni; a seguire, si terrà una performance.

Se ci spostiamo all’ex chiesa dei Santi Carlo e Agata (in via San Carlo) troviamo il progetto “Noctua Agathina” di Dacia Manto, basato su una particolare specie di falena: la Noctua Agathina, che appartiene alla famiglia delle Nottuidi. Il nome di questo animale richiama quello della Santa cui è co-intitolata la Chiesa che ospita l’allestimento promosso dall’associazione Flag No Flags ContemporaryART e curato da Marinella Paderni.

Il fascino delle creature notturne anima questo progetto composto da un video, un’installazione a terra e dall’esposizione di reperti naturali e artificiali. Un approccio che mescola suggestioni provenienti da varie discipline come botanica, biologia, geografia e scienze naturali. In un alternarsi di luce e ombre, quello creato da Manto è una sorta di piccolo “ecosistema” con il suo ciclo vitale. Una maniera nuova di vedere l’evento artistico come opportunità di penetrare l’ignoto che ci circonda ad ogni istante.
 

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