Gazzetta di Reggio

Reggio

Coopsette, nuove indagini sul grattacielo di Torino

Coopsette, nuove indagini sul grattacielo di Torino

La Finanza cerca 10 milioni di euro “risparmiati” sul maxi appalto da 250 milioni La Regione non li ha registrati: l’ipotesi è che siano finiti nelle casse delle coop

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. La Regione Piemonte approva una variante ai lavori del grattacielo da 250 milioni di euro. Quella struttura diventerà infatti la sede dell’ente. Un’operazione che porta ad un benefico risparmio da 10 milioni di euro in favore non della Regione, bensì delle società che hanno eretto l’opera. Un vantaggio diretto alle casse deall’associazione di imprese che ha vinto l’appalto, dove è capofila Coopsette. Per la Regione, infatti, la variante ha comportato un minor costo di soli 14mila euro. Fatti due conti, la Guardia di Finanza di Torino ha quindi eccepito un fatto rilevante a fini di indagini già avviate sull’appalto: che fine hanno fatto quei 10 milioni di euro? La questione è ora all’attenzione della procura di Torino, che sta investigando sui lavori del grattacielo già dal 2013, aprendo in questi giorni un ulteriore filone di indagine. Il denaro risparmiato grazie alla variante approvata nel 2013 non risulta essere in qualche modo rientrato nelle casse della Regione, come riportato in questi giorni da Repubblica Torino. Un controsenso per le Fiamme Gialle, visto che la variante dovrebbe consentire semmai un beneficio proprio per la stazione appaltante, vale a dire la Regione stessa. Si tratta di un nuovo elemento venuto a galla dall’inchiesta in mano ai pm Stefano Demontis e Giancarlo Avenati Bassi. In seguito ai sequestri effettuati dalla Guardia di Finanza lo scorso marzo, alcuni dei quali anche nella sede di Coopsette a Castelnovo Sotto, i tecnici hanno rilevato questo maggior risparmio in capo all’azienda reggiaiana, determinato anche dall’analisi della variante e dei documenti in possesso della procura. La modifica al progetto disegnato dall’archistar Massimiliano Fuksas è strutturale. Proprio l’architetto aveva manifestato in seguito un palese disaccordo con alcune variazioni al piano originale, secondo lui snaturato rispetto al disegno iniziale.

Il risparmio deriva dalla sostituzione delle colonne in acciaio con altre in cemento, dalla modifica del sistema dei solai e di alcuni involucri delle facciate. Tutto svolto con il consenso della Regione tramite una determina di due anni fa, che ha portato quindi al taglio dei costi inserito nella relazione consegnata nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza alla procura, che accende un faro sulla variante da 17 milioni (poi lievitati a 56 milioni) autorizzata pochi mesi prima dell’avvio dei lavori, che avrebbe generato un accantonamento di 10 milioni di euro. L’indagine dovrà quindi stabilire se quei soldi siano diventati un “tesoretto” spartito tra le aziende dell’Ati o se siano diventate un fondo per oliare il sistema pubblico.

L’unica cosa certa, al momento, è che la procura torinese ha già indagato un dipendente della Coopsette per finanziamento illecito alla Lega Nord, relativamente alla sponsorizzazione da 25mila euro andata al giro della Padania, tour ciclistico organizzato dal Carroccio, all’epoca dominus in Regione con l’ex presidente Cota. Lo stesso presidente di Coopsette, Fabrizio Davoli, aveva confermato la sponsorizzazione che «rientrava nell’ambito dello storico impegno della Cooperativa teso alla valorizzazione degli eventi a carattere culturale, sportivo e sociale» e ritenuta quindi del tutto lecita.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google