Gazzetta di Reggio

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Busta sospetta, impiegati all’ospedale

di Massimo Sesena
Busta sospetta, impiegati all’ospedale

Un plico con una polvere bianca all’ex provveditorato ha fatto scattare le misure di profilassi antibatteriologica

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REGGIO EMILIA. Una busta tra le tante, in mezzo alla corrispondenza destinata ai vari funzionari dell’Ufficio scolastico provinciale. Con un indirizzo preciso: l’avvocato Italo Cavani, responsabile legale della direzione scolastica provinciale e attualmente reggente dell’Ufficio, da quando la dottoressa Silvia Menabue ha lasciato l’incarico di Reggio al dottor Antimo Ponticiello, che però deve ancora prendere possesso dell’ufficio di via Mazzini.

Una busta, un plico, quello indirizzato al dottor Cavani che non poteva passare inosservata, per via di una scritta, accanto all’indirizzo: "Attenzione Veleno". E dentro una polvere bianca, che ha fatto subito pensare al famigerato Antrace che dopo l’11 settembre 2001 aveva scatenato una vera e propria psicosi in tutta Europa. Un fantasma che ritorna, indipendentemente che dal fatto che si sia quasi certamente trattato di uno scherzo di pessimo gusto. Perché nel palazzo della Direzione scolastica provinciale, in via Mazzini, è scattato immediatamente l'allarme previsto in casi come questo.

Erano da poco passate le 12 quando l'usciere dell'ex provveditorato, mentre smistava la corrispondenza, si è accorto di questa busta, con l'inquietante avviso in calce. Una busta che al tatto lasciava pensare che dentro non vi fossero documenti nè carta, ma qualcosa del tutto simile a una polvere. Ha chiamato la polizia e i vigili del fuoco.

Sul posto è arrivato immediatamente anche un medico dell’Arpa di Reggio che dopo aver guardato attentamente il plico ha deciso di non aprirlo e di consegnarlo invece ai vigili del fuoco. Ai pompieri è stato chiesto di portarlo al laboratorio d'analisi dell'Arpa di Bologna mentre i due impiegati che hanno maneggiato la busta sono stati accompagnati all'ospedale Santa Maria Nuova. Una precauzione estrema, per quello che si ipotizza sia stato comunque soltanto uno scherzo di pessimo gusto. La verità si saprà comunque quando i laboratori d'analisi dell'Arpa avranno i risultati delle analisi.

Intanto però il piano di sicurezza che scatta in via precauzionale in questi casi, è diventato realtà: immediatamente evaquati tutti gli uffici, sigillati i due in cui la busta è transitata. Nel pomeriggio erano previsti colloqui e selezioni che sono stati immediatamente rinviate a data da destinarsi.

Intanto, mentre si attendono gli esiti delle analisi sulla polvere contenuta nel plico, tocca ora alla polizia cercare di risalire all’autore di questo gesto. Perché quell’indirizzo preciso? Questo gesto è in qualche modo figlio del profondo malcontento che serpeggia nel mondo della scuola? Anche nella nostra provincia, soltanto alcuni giorni fa, è stata altissima l’adesione allo sciopero indetto a livello nazionale contro la “buona scuola”. Oppure chi ha fatto recapitare quella busta aveva semplicemente un obiettivo nell’attuale reggente dell’Ufficio scolastico provinciale? Domande a cui dovrà ora cercare di dare una risposta la polizia.

Tra coloro che sono stati informati per primi di ciò che era accaduto a Reggio, la dottoressa Silvia Menabue, fino a poche settimane fa al timone dell’Ufficio di via Mazzini: «Mi hanno informato - dice - e il mio primo pensiero è andato al personale che lavora in quegli uffici. Sono stupita, anche perché in tre anni che sono stata a Reggio non abbiamo mai ricevuto minacce o intimidazioni. Pensi che oggi (ieri, ndr) avrei dovuto essere a Reggio proprio per salutare i colleghi».

massimosesena

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