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Ha la febbre e muore, indagato il medico di base

Ha la febbre e muore, indagato il medico di base

La vittima è un 33enne, poche ore prima del decesso era stato visitato in ambulatorio: il dottore gli aveva prescritto un antibiotico, poi l’improvviso arresto cardiaco

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REGGIO EMILIA. Morire a 33 anni dopo due giorni di febbre. E’ quello che è successo a Gentian Mollaj. Ora, sulla sua prematura scomparsa è stato aperto un fascicolo in procura. E il sostituto procuratore Stefania Pigozzi ha iscritto nel registro degli indagati il medico di base che, poche ore prima del decesso dell'uomo, lo aveva visitato e mandato a casa prescrivendogli dei farmaci. L’ipotesi di reato è omicidio colposo.

Tutto inizia lunedì 4 maggio. Gentian Mollaj _ albanese, sposato, padre di due bambini di due e cinque anni _ non si sente bene. Ha la febbre. Il giorno dopo si sveglia con lo stesso malessere, ma le sue condizioni sono  peggiorate: ha male agli occhi, dolore al petto. Con la moglie decide di recarsi dal  medico di base. Viene visitato: ma per il dottore si tratta di un malessere dovuto a uno stato influenzale, gli prescrive un antibiotico e lo manda a casa.

Una volta nell’abitazione, alla Rosta Nuova, le condizioni dell’uomo però peggiorano, fino a precipitare. La moglie comprendendo la gravità corre a chiamare la cognata, che abita vicino, e insieme chiamato l’ambulanza. Viene caricato e trasferito d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova. Ma qui la situazione inesorabilmente precipita: l’uomo perde i sensi e il suo cuore cessa di battere. Inutile ogni tentativo di cercare di rianimare, per l’operaio non c’è stato nulla da fare.

Già l’ospedale, data la giovane età della vittima, aveva disposto un riscontro diagnostico finalizzato ad accertare la causa del decesso. Ma la famiglia ha deciso di rivolgersi a un legale, l’avvocato Mattia Fontanesi, e di presentare un esposto alla procura: vogliono capire se sia stato fatto tutto il possibile o se invece con un intervento più solerte, già quando l’uomo si è presentato nell’ambulatorio del medico di base, si sarebbe potuto salvare.

Il sostituto procuratore ha quindi deciso di sequestrare la cartella clinica e di bloccare la salma, in attesa di accertamenti. Il primo è l’esame autoptico che, con il conferimento dell’incarico a un perito, verrà eseguito già nella giornata di sabato 9 maggio. Anche il legale della famiglia ha deciso di incaricare un proprio esperto. Lo stesso ha il diritto di fare, e senz’altro farà, il medico indagato per omicidio colposo. Poi, i periti avranno tra i 60 e i 90 giorni per relazionare sulle cause della morte di un uomo che aveva soltanto 33 anni. Per poter fissare i funerali la famiglia dovrà dunque attendere il nullaosta da parte della procura.

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