«La sperimentazione procede»
Il primario: «Primi dati buoni». Ma c’è chi protesta: «E’ il caos»
REGGIO EMILIA. «I dati che abbiamo finora sono buoni, ma sono da prendere con le pinze: la sperimentazione che è in atto non è ancora finita e soltanto a fine mese si potrà stilare un primo bilancio». Chi parla è Anna Maria Ferrari, primario del Pronto soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio, reparto al centro di una sperimentazione per cercare di ridurre i tempi d’attesa almeno per i pazienti meno gravi.
«In effetti - spiega ancora la dottoressa Ferrari - assistiamo anche a una riduzione dei tempi d’attesa, anche se è comunque presto per trarre conclusioni». Le prime stime, effettuate in questi primi giorni di maggio, parlano di cifre importanti per quanto riguarda gli accessi: lunedì scorso si è superata ad esempio la soglia dei 250 accessi nell’arco di 24 ore. «La risposta - sottolinea il primario - è stata buona anche considerato il ponte del primo maggio che normalmente comporta un sorta di lavoro aggiuntivo».
E i pazienti? «Credo che la gran parte degli utenti abbia capito, in questi primi giorni mi sembrano moderatamente soddisfatti e tolleranti, ad esempio rispetto agli spazi, oggi più ridotti».
Invero, qualche utente che si lamenta c’è: è il caso di Sandro Giordano Tamelli che sulla nostra pagina facebook racconta: «Questa mattina ho avuto bisogno del pronto soccorso del Santa Maria, fateci un salto a vedere come procede il nuovo corso e fateci un articolo. Sembra - dice sfoderando l’iperbole - un ospedale del Nepal: barelle ovunque, un istigatore ad allontanare i parenti, la gente furibonda». (m.s.)
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