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Evacuazione a sopresa In 5.000 fuori dalle scuole

di Jacopo Della Porta
Evacuazione a sopresa In 5.000 fuori dalle scuole

Sgomberati gli istituti di via Makallè, la più grande operazione nel Reggiano L’obiettivo era verificare la “tenuta” dei soccorsi: in 7 minuti tutti all’esterno

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REGGIO EMILIA. «Sapevamo che sarebbe arrivato il giorno X ed eravamo preparati. Quando, entrando in classe, abbiamo visto tutti i mezzi di soccorso schierati abbiamo capito era arrivato il momento». A parlare è uno dei 4.500 studenti del polo scolastico di via Makallè che ieri mattina sono stati coinvolti, insieme a 500 tra insegnanti e personale non docente, nella più grande esercitazione a sorpresa mai fatta nel Reggiano.

Alle 9.05 le campanelle dei cinque istituti del complesso, Bus Pascal, istituto tecnico per geometri Secchi, liceo Matilde di Canossa, Iti Nobili e Ipsia Lombardini, hanno suonato e un fiume ordinato di ragazzi è sceso dalle scale antincendio esterne e si è diretto nei punti di raccolta precedentemente indicati, con i professori e i coordinatori della sicurezza di ogni scuola a vigilare su di loro. «Eravamo molto preparati - spiega Elisabetta Liparoti del liceo Canossa -. Sapevamo già chi doveva aprire e chiudere la fila. Ci eravamo già esercitati in passato per affrontare terremoti o incendi».

I ragazzi hanno impiegato 6-7 minuti per evacuare gli edifici. «Un ottimo tempo», conferma Tiziano Grandi dei vigili del fuoco. Del resto la simulazione comporta fisiologicamente un po’ più di lentezza rispetto alle emergenze reali, «perché il tutto è avvenuto senza ansia», conferma la professoressa Rossella Guberti. Il preside del Nobili Valerio Messori ricorda infatti che nel sisma del 2012 l’uscita avvenne «senza problemi in meno di tre minuti».

La novità di questa prova di evacuazione è stato il contemporaneo coinvolgimento di tutti gli istituti del polo e la presenza di mezzi di soccorso. Appena gli studenti sono scesi in cortile un’autobotte dei vigili del fuoco è entrata nel complesso, dall’ingresso che affaccia sul tribunale, e un’ambulanza ha iniziato a girare nei vialetti interni, incontrando qua e là qualche intoppo, «perché i ragazzi stavano sull’asfalto per non calpestare le aiuole», ha osservato divertito Danilo Orsini dell’Ausl. Cinquanta volontari della protezione civile e una squadra del 118 sono affluiti sul posto per prendere parte alle operazioni di soccorso. Alle 9.25 è stato dato l’ordine di rientrare e in pochi minuti le migliaia di ragazzi sono tornati nelle classi, con lo stesso ordine e tempismo con i quali erano comparsi.

«In passato l’importanza di queste prove veniva banalizzata - dice il presidente della Provincia Giammaria Manghi, che ha assistito allo svolgimento dell’esercitazione dall’alto - perché si pensava che fossimo esenti dal rischio sismico. In realtà se non ti eserciti frequentemente non hai l’abito mentale per comportarti nel modo corretto durante l’emergenza».

E la prova la si è avuta nel maggio 2012, quando l’evacuazione dalle scuole reggiane è avvenuta senza problemi. Nel 1996 le cose andarono diversamente. «Quel giorno mi trovavo proprio al Bus di via Makallè - ha detto Federica Manenti, responsabile della Protezione civile della Provincia - e l’uscita avvenne in modo caotico, anche perché alcuni controsoffittature caddero. In questi anni tutti gli istituti hanno introdotto piani di sicurezza, che prevedono esercitazioni più volte l’anno e inoltre si è investito sulla sicurezza dei plessi scolastici». L’evento di ieri mattina servirà anche per un altro motivo. «Tutto è stato ripreso, anche con l’ausilio di un drone - spiega Orsini dell’Ausl -. Poi insieme a tutti gli enti coinvolti faremo un’analisi delle criticità emerse durante la prova. Il nostro obiettivo non era tanto testare la reazione dei ragazzi, che sono preparati, ma la reattività della macchina dei soccorsi e il grado di coordinamento tra i vari enti».

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