Il canto degli amici tifosi di calcio per l’addio al ciclista
Il feretro di Gennaro Montanino portato a spalla dai cinque fratelli e dai tanti amici di origine napoletana
FABBRICO. «E’ passato tanto tempo. Non ci lasceremo mai». Con un coro degli Ultras della curva del Napoli, i fratelli Alfonso, Giuseppe, Enzo, Domenico e Raffaele con gli amici hanno dato l’addio a Gennaro Montanino, il 37enne artigiano edile morto nell’incidente di lunedì sulla Variante di Fabbrico, investito da un’auto. Il coro è stato intonato sul sagrato della chiesa di San Francesco di via Roma dove don Nino Ghisi ha celebrato la messa.
Il corteo funebre era partito dall’abitazione di via Melato 12 ed ha raggiunto, a piedi, la chiesa. La bara, coperta di rose bianche, è stata portata in chiesa a spalla dai familiari e amici. I genitori di Gennaro, i fratelli con fidanzate e mogli si sono seduti nei primi banchi della chiesa disponendosi in cerchio attorno alla bara sulla quale è stata poi posato anche uno stendardo biancazzurro. A stento la chiesa è riuscita a contenere la gente che ha voluto partecipare ai funerali. Molti, infatti sono stati costretti a rimanere fuori.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11381730:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/05/08/fotogalleria/travolto-in-bici-da-un-auto-tanti-amici-ai-funerali-1.11381730]]
«Ci vorrebbe un libro, come quello di Giobbe, per descrivere il dolore di questa famiglia – ha detto don Ghisi all’omelia – Le parole passano ma non dobbiamo perdere la speranza. E’ la fede in Dio che ci deve sostenere e guidare. Non importa per quanto tempo dobbiamo restare su questa terra ma dobbiamo cercare di viverla intensamente. Gennaro ci ha lasciato alla vigilia del suo 38.esimo compleanno e nel corso della sua breve vita ne ha passate tante tanto che pensava di aver perso la fede. Ma era solo arrabbiato».
Toccante il momento in cui mamma Giuseppina, alzandosi durante la messa, ha accarezzato amorevolmente la bara quasi come se volesse mettere le mani nei capelli al suo “Genna”, accarezzargli la fronte come ultimo gesto d’amore.
Incontenibile il dolore degli amici e dei parenti che ancora non sanno darsi pace e camminiavano su è giù per il corridoio centrale della chiesa. Ma nessuno si è sentito di andare sul pulpito per ricordare Gennaro come l’hanno conosciuto: un dolce papà che ha tanto amato i suoi due bambini: Gianni e Giusy di 6 e 11 anni, e che ora li proteggerà e li guarderà dal Cielo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
