Gazzetta di Reggio

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Il padre rapinava, il figlio faceva il palo

di Andrea Vaccari
Il padre rapinava, il figlio faceva il palo

Cadelbosco Sopra: due colpi l’estate scorsa alla filiale Montepaschi. Arrestati entrambi, il giovane solo per un episodio

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CADELBOSCO SOPRA. La complicità, quando si tratta di rapporti tra genitori e figli, è un ingrediente fondamentale. Ma Antonio Origlia e il figlio Domenico (entrambi originari di Crotone e domiciliati rispettivamente a Bologna e a Mantova) hanno preso un po' troppo alla lettera questa indicazione, e sono finiti in manette. Al termine di accurate indagini condotte dal nucleo operativo della Compagnia di Guastalla i due sono infatti risultati i responsabili di due rapine avvenute nei mesi scorsi alla filiale della banca Monte dei Paschi di Siena di Cadelbosco Sopra.

Il sostituto procuratore Giacomo Forte, esaminate le risultanze investigative dei carabinieri, ha chiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Reggio l'ordinanza di custodia cautelare a carico del 56enne e del 38enne, che sono stati arrestati ieri dai militari.

Dalle indagini dei carabinieri Antonio Origlia è stato accertato essere il responsabile di due rapine avvenute a Cadelbosco, mentre il figlio è risultato fare da “palo” in occasione del primo colpo. Il primo colpo risale al 5 agosto dello scorso anno: in quella occasione Origlia entrò in banca intorno alle 15 (la filiale era aperta da pochi minuti) con una calzamaglia calata sul volto, una vistosa parrucca bionda e gli occhiali da sole.

Senza che i tre clienti presenti e i quattro dipendenti si rendessero conto di ciò che stava per accadere, il rapinatore scavalcò il bancone della cassa e, con fare deciso, infilò la mano nel cassetto e arraffò tutti i soldi che c’erano, circa 7mila euro.

Non riuscendo ad accedere al bottino all’interno della cassaforte (con serratura temporizzata) preferì andarsene, non prima di aver dato prova della sua scarsa “esperienza" in rapine. Il malvivente, infatti, non riuscì ad aprire la bussola della porta e, in suo “soccorso” dovette intervenire uno dei dipendenti, che gli aprì la strada della fuga con il bottone presente nella sua postazione.

Poi, una volta all’esterno, fuggì sulla macchina guidata dal figlio, che lo aspettava fuori con il motore acceso.

Circa 40 giorni dopo, il 16 settembre, Origlia ripetè il colpo con modalità simili, questa volta portando via “solo” 4mila euro. Intorno a mezzogiorno il bandito entrò privo di armi e in pochi istanti riuscì a entrare in possesso dei soldi per poi – ancora una volta – darsela a gambe (questa volta da solo). Per arrivare a identificare i colpevoli, i carabinieri del nucleo operativo hanno passato al setaccio i filmati del sistema di videosorveglianza della banca, analizzato i tabulati e le testimonianze, attraverso le quali sono riusciti a collocare i due malviventi sul posto, in occasione delle due rapine. Si è così arrivati all'arresto, eseguito dai carabinieri guastallesi in collaborazione con i comandi di Bologna e Mantova, competenti per territorio.

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