«La fusione è necessaria ma deve coinvolgere tutti»
Sant’Ilario: il Comitato chiede ai tre Comuni di rispettare le promesse fatte «All’assemblea pubblica di dicembre avevano parlato di percorso partecipato»
SANT’ILARIO. «Che fine ha fatto il processo di partecipazione dei cittadini per la fusione dei comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario?». È quello che si chiede, a cinque mesi dall’assemblea pubblica in cui era stato presentato lo studio di fattibilità, il Comitato per la fusione.
«Eppure – scrive in una nota il coordinatore Nando Bertolini – in quella serata era stato detto che l’assemblea pubblica avrebbe inaugurato ufficialmente il percorso partecipativo per promuovere l’effettiva inclusione dei cittadini nei processi decisionali. E anche nei documenti ufficiali è scritto che “Attraverso un preciso programma di incontri che condurranno al momento finale del referendum consultivo del 2016, si intende approfondire il tema della fusione e attivare un dialogo aperto con cittadini, associazioni, imprese e istituzioni del territorio”».
Il Comitato per la fusione dei comuni, dunque, chiede che vengano rispettati gli impegni presi dai consigli comunali, «attraverso i quali sono stati investiti soldi e risorse», e soprattutto pretende che la parola passi ai cittadini.
«Secondo noi – si legge nella nota – l’Italia ha urgente necessità di riformare le proprie istituzioni e la pubblica amministrazione, per poter competere da protagonista in Europa e nel mondo. E questo cambiamento non deve riguardare solo lo Stato centrale, ma anche le regioni e le autonomie locali. I comuni rappresentano storicamente una realtà estremamente importante e positiva – scrive Bertolini – ma la loro frammentazione, figlia di un’altra epoca storica, costituisce oggi un vincolo sempre più condizionante. Per dare efficacia ed efficienza all’attività dei comuni, dunque, è oggi indispensabile dotarli di una maggiore dimensione demografica, territoriale, organizzativa, culturale».
Niente da dire sull’obiettivo finale – la fusione di Sant’Ilario, Campegine e Gattatico –, quindi. Ma una critica ai metodi con i quali questo obiettivo viene perseguito. «Noi riteniamo che anche nelle nostre piccole realtà i cittadini possano essere protagonisti, attraverso le istituzioni rappresentative e direttamente, di un cambiamento concreto e alla loro portata – si legge nella nota –. In una fase di pesante crisi economica e sociale occorre reagire e mettere insieme idee e forze per il cambiamento. A parole siamo tutti d’accordo ma è giunto il momento dei fatti. La situazione di stallo del dibattito nei nostri tre comuni tradisce gli impegni dei consigli comunali – taglia corto il Comitato – e nega ai cittadini l’informazione e la possibilità di scelta. Noi chiediamo che i cittadini possano diventare protagonisti consapevoli del cambiamento».
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