Unipol-Bnl, la Cassazione assolve Sacchetti
Prosciolti tutti e tredici gli imputati per aggiotaggio. Il reato era comunque prescritto
REGGIO EMILIA. Confermata, dalla Cassazione, l'assoluzione con la formula «perché il fatto non sussiste» dell'ex governatore della banca d'Italia Antonio Fazio e di altri dodici coimputati “eccellenti”, tra i quali gli ex vertici di Unipol, cioè Giovanni Consorte, il reggiano Ivano Sacchetti e Carlo Cimbri, accusati di aggiotaggio nell'inchiesta del 2005 sulla tentata scalata alla Bnl da parte del gruppo assicurativo.
A respingere il ricorso del procuratore generale di Milano, contrario ai proscioglimenti, è stata la prima sezione penale. Il reato è prescritto dal 2012.
Proprio tre anni fa – la Corte d’appello – aveva ribaltato la sentenza di primo grado, assolvendo undici imputati (fra cui l’ex governatore della banca d’Italia). Le uniche condanne confermate erano state quelle a Consorte (allora presidente Unipol) che però si era visto la pena ridotta a 1 anno e 7 mesi di reclusione (contro i 3 anni e 10 mesi in primo grado) e a Sacchetti (allora vicepresidente) condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione contro i 3 anni e 7 mesi avuti in primo grado. Di questo processo si è parlato a lungo perché, nel corso delle indagini, era stata intercettata una telefonata dell'allora segretario dei Ds, Piero Fassino a Giovanni Consorte, nel quale l'esponente politico, vista la vicinanza fra Ds e Unipol, diceva a Consorte: «Allora abbiamo una banca»?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google