Cosa ci fa una vecchia Topolino dentro la sinagoga?
Armati di metro, matite e istruzioni per l’uso, i collaboratori di Erik Kessels hanno posizionato sul pavimento e affisso alle pareti le straordinarie foto dei due progetti che saranno visibili al pubblico dal 15 maggio al 26 luglio
REGGIO EMILIA. Manca davvero poco all’inaugurazione di Fotografia Europea. Il conto alla rovescia è partito e gli allestimenti delle mostre sono iniziati. Ma cosa avviene “dietro le quinte”? Ecco che abbiamo deciso di raccontarvi ciò che di solito non si vede del festival che accenderà la città il 15, 16 e 17 maggio, dedicato nella sua decina edizione al tema Effetto Terra, che tra l’altro strizza l’occhio a Expo 2015, l’esposizione universale partita da poco a Milano.
In questi giorni la macchina organizzativa reggiana è all’opera con foto da incorniciare e appendere alle pareti, con pannelli illustrativi da sistemare. Con oggetti e materiali arrivati da tutte le parti del mondo. Compresa una Fiat 500 Topolino…
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Siamo entrati nella Sinagoga di via dell’Aquila e ci si è aperto un mondo: abbiamo trovato scatoloni custoditi come scrigni preziosi contenenti le fotografie delle mostre curate da Erik Kessels, direttore creativo dell'agenzia KesselsKramer di Amsterdam, e la famosa auto d’epoca incompiuta appartenuta al padre dell’artista pronta a essere sistemata dalle abili mani degli addetti ai lavori.
Armati di metro, matite e istruzioni per l’uso, i collaboratori hanno poi posizionato sul pavimento e affisso alle pareti le straordinarie foto dei due progetti che saranno visibili al pubblico dal 15 maggio al 26 luglio. Il tutto secondo le direttive dello stesso Kessels.
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Ha così preso forma “Unfinished Father”, il progetto toccante che Kessels ha voluto dedicare al padre, appassionato restauratore di Fiat 500 Topolino e colpito pochi anni fa da un ictus. Quella Topolino incompiuta accoglierà il pubblico all’entrata in Sinagoga e diventerà l'oggetto clou dell'esposizione, nonché il simbolo di un uomo che – come la macchina – rimarrà “non finito”. Trasportata negli spazi della Sinagoga, l'automobile è esposta assieme alle foto che documentano le fasi del restauro e che la circondano.
Protagoniste in via dell’Aquila anche tante belle foto che i reggiani hanno tirato fuori dagli album di famiglia. Per l’occasione in molti hanno aperto i cassetti, hanno guardato nei bauli della nonna, negli scaffali di casa e hanno risposto alla chiamata dello stesso Kessels che mesi fa invitava a inviare gli scatti più belli a bordo della Fiat 500 Topolino.
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Lui, che ha fatto della fotografia amatoriale e vernacolare il suo terreno di studio e ricerca, restituendo visibilità a foto scartate e abbandonate, in questo modo ha voluto metterle al centro della seconda mostra, “La Topolino a Reggio Emilia”, le foto di “casa nostra”.
Il tutto arricchito anche da dodici scatti, con scorci della città, della Fototeca della Biblioteca Panizzi. Si possono così ammirare volti sorridenti, ragazze in posa, bambini e genitori immortalati a bordo dell’auto prodotta dal 1936 al 1955, che deve il suo soprannome alla somiglianza tra il muso e il famoso personaggio Disney. È una fra le auto italiane più famose al mondo e ha interessato collezionisti internazionali.
Insomma, in Sinagoga la storia di una delle macchine più amate dagli italiani, la storia della famiglia di Kessels e la storia dei Reggiani dialogano tra loro e diventano protagoniste a Fotografia Europea.
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