Gazzetta di Reggio

Reggio

Il Gaom festeggia 30 anni di missioni

di Luca Tondelli

Castelnovo Monti: l’associazione aiuta le popolazioni etiopi Sabato 16 maggio la festa al parco Matilde di Carpineti

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CASTELNOVO MONTI. Una festa ufficiale, che si terrà sabato 16 maggio, celebrerà i 30 anni di una delle associazioni di volontariato più amate dell’Appennino, che in questi tre decenni ha fatto tantissimo per alcune delle zone più povere del mondo.

Si tratta del Gaom, il Gruppo amici ospedali missionari, che sabato prossimo, dalle 20, festeggerà al Parco Matilde di Carpineti con l’evento “30 anni di sorrisi”: un aperitivo seguito da una serata in allegria dove saranno condivise le attività e i progetti dell’associazione, con proiezione di foto, musica live, animazioni per bambini, brindisi e taglio della torta. Sono tanti i motivi per sostenere questa bellissima realtà, nata a Castelnovo Monti, da un’idea del dottor Riccardo Azzolini, che oggi ne è presidente onorario, mentre il presidente è Alberto Campari, che fin da subito ha portato volontari, medicinali e aiuto alle popolazioni dell’Etiopia, nelle zone di Gambo, Shashemene e, dallo scorso anno, Ropi. E lo ha fatto con una modalità di intervento esemplare: portando sì aiuti, ma mettendo la popolazione locale in condizioni di andare avanti gestendo autonomamente ogni struttura realizzata, con un coinvolgimento forte che si è dimostrato vincente.

In questi ultimi 30 anni, infatti, il Gaom è riuscito a mettere insieme una mole impressionante di opere.

«A Gambo – spiega Alberto Campari – è in corso un ampliamento dell’ospedale missionario, del quale il Gaom realizzò diversi padiglioni, per garantire un maggiore servizio ai tanti poveri della regione. Stiamo cercando inoltre di insegnare ai contadini locali una migliore gestione di quella che è ormai diventata una vera e propria azienda agricola, con l’intento di produrre sufficienti scorte alimentari soprattutto per i bambini ricoverati». A Gambo, infatti, è attivo un ospedale con un ampio reparto pediatrico, il tutto realizzato interamente dal Gaom nel corso degli anni, che ha anche provveduto a migliorare di anno in anno i dispositivi tecnologici e invia regolarmente i medicinali essenziali.

A Shashemene, invece, dove il Gaom lavora dal 1999, da una precedente baraccopoli per ammalati di lebbra ai margini della società è nata una vera cittadina. «Qui – prosegue Campari – siamo impegnati con medici e infermieri nel nostro poliambulatorio che è stato riconosciuto dallo Stato come “Clinica di primo livello”. Funzionano poi molto bene i laboratori di arti e mestieri: il forno per il pane, falegnameria e stalla». Le ultime missioni avviate dal Gaom sono quelle di Ropi e Halaba, tre anni fa. «Stiamo seguendo il lavoro dei ragazzi che gestiscono il granaio – conclude – e anche qui vorremmo dare vita a una scuola di arti e mestieri, rivolta alla valorizzazione delle donne e dei giovani. Il progetto è quello di cominciare la costruzione di una falegnameria e di un granaio». Numerosi volontari si sono già recati nei mesi scorsi in queste località per seguire i progetti. Per altre informazioni è possibile visitare il sito www.gaom.it.

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