Il figlio ha la leucemia, la mamma scrive alla Reggiana
Un dodicenne reggiano è ricoverato in Oncoematologia da tre mesi e sogna di avere una divisa della squadra granata, la mamma del ragazzino scrive ai dirigenti del settore giovanile
REGGIO EMILIA. Nicholas è un ragazzino reggiano di 12 anni e da tre mesi non esce dalla stanza del reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Parma, dove si trova ricoverato per leucemia mieloide acuta. Nicholas ha tanti sogni e uno su tutti: avere la maglietta, i pantaloncini, la divisa le scarpe della Reggiana e potere giocare in una vera squadra.
Da qui la decisione della madre, Linda Domenichini, di scrivere una e mail al settore giovanile dell’A.C. Reggiana. Una e mail nella quale racconta di un lungo calvario, ma anche di una luce in fondo al tunnel. Quella che potrebbe rendere regalare attimi di felicità al figlio. «Lunedì 11 maggio - scrive la madre - sono tre mesi che Nicholas è dentro alla sua stanza, senza mai lasciare il reparto, le sue condizioni non gli permettono di poter tornare a casa, anche solo per pochi giorni, per sentire che oltre alla vita in ospedale esiste anche la sua, per rientrare con "molta più forza" e continuare così la chemioterapia». A tutt'oggi, come spiega la madre, non esiste nessun donatore compatibile per il trapianto, la ricerca continua ed ogni giorno si aprono le porte di una nuova speranza: «Intanto partiranno le ricerche sulla compatibilità familiare di noi genitori. Unica ricerca possibile "fuori" dai registri mondiali dei donatori. La strada è lunga, difficile, piena di momenti bui e faticosi, ma noi insieme cerchiamo di affrontare questa battaglia con tanta pazienza e coraggio,e lui ne sta dimostrando davvero tanto! E’ ormai soprannominato "guerriero"».
«Ho un altro bimbo di 5 anni, Edoardo - continua Linda Domenichini -. Il mio cuore è sempre diviso a metà tra la vita in ospedale, e quei pochi momenti a casa con il mio piccolo. Nicholas ha sempre avuto una passione sfrenata per il calcio giocato per strada con gli amici, ma ha sempre desiderato tanto giocare sul serio, “avere la maglietta, i pantaloncini, la divisa le scarpe”, insomma tutto quello che lo farebbe magicamente entrare in un sogno e, una volta guarito, far parte di una squadra!». E in realtà un primo tentativo c’era stato. «Un’estate di qualche anno fa - racconta la mamma - Nicholas voleva partecipare al campo sportivo estivo della Reggiana, ma per difficoltà economica non ho potuto mandarlo. Oggi la situazione è ancora critica, perché al momento della diagnosi della sua malattia non lavoravo , è adesso dovendo stare al suo fianco, è impensabile».
In realtà Nicholas è un vero sportivo: «Pratica karate dall'età di 5 anni insieme al papà, maestro di karate. Alla fine dell'anno avrebbe dovuto diventare cintura nera Primavera, ma il destino ha voluto altro per lui. Il papà gli ha detto che una volta guarito potrà fare ciò che desidera di più: giocare a calcio! Nonostante il momento "tragico" - così si conclude la mail inviata alla Reggiana - vorrei esaudire il suo desiderio, poter fare qualcosa per dargli un po’ di gioia , e la voglia di continuare a lottare così come sta facendo. Sapendo che oltre a quelle mura c'è una vita che lo aspetta... e il pallone».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
