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Pronto Soccorso “rivisto” abbattuti i tempi morti

di Lucia Cuccurese
Pronto Soccorso “rivisto” abbattuti i tempi morti

Iniziata il 22 aprile la sperimentazione che prevede una Area Rapida Valutazione L’obiettivo, al momento riuscito, è rendere più fluidi gli accessi agli ambulatori

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REGGIO EMILIA. Trentatré pazienti, di cui 26 convogliati nella nuova "Area Rapida Valutazione" del Pronto Soccorso del Santa Maria Nuova.

Sono questi i numeri che venerdì mattina, intorno alle 10, comparivano sul display del Pronto Soccorso dell'ospedale cittadino. Una mattinata tranquilla, dunque, che non ha replicato il caos che ci sarebbe stato giovedì e che ha portato un lettore della Gazzetta a denunciare sul sito Facebook del quotidiano le condizioni "da Nepal" del reparto. A seguito della segnalazione, siamo infatti andati a verificare la situazione del Pronto Soccorso che, dall'inizio di questo mese, in via sperimentale, è stato riordinato. Lì abbiamo incontrato il coordinatore infermieristico Ivana Spaggiari, che ci ha confermato la quantità di persone (250 persone nel giro di 24 ore) che, due giorni fa, il reparto ha dovuto affrontare e che, a detta della coordinatrice, «metterebbe a prova qualsiasi Pronto Soccorso». «Ad una settimana dall'inizio della sperimentazione è difficile tracciare un bilancio, bisogna andare cauti, però con questa nuova disposizione è certo che i tempi morti vengono abbattuti», ha affermato Spaggiari. Dall'impressione avuta venerdì scorso, il Pronto Soccorso così come organizzato ora appare meno impersonale e dispersivo nonché più fluido - complice forse la scarsità di pazienti della mattinata - rispetto a prima. Ora, varcata la porta del reparto, il paziente trova davanti a sé il triage, dove l'infermiere di turno valuta le condizioni della persona e ne indirizza il percorso. Mentre per i codici rossi (pericolo di vita immediato) e gialli (richiesta di trattamento sanitario in tempi brevi) la procedura rimane la stessa di sempre, i pazienti con patologie non gravi (codici verdi e bianchi) vengono indirizzati al nuovo percorso sperimentale, detto "Area Rapida Valutazione".

Quest'ultimo, in particolare, prevede tre fasi: la prima di valutazione; la seconda di trattamento; la terza di dimissione. Il paziente non grave, dopo essere stato registrato, viene condotto sulla destra del triage, dove, aperta la porta che separa la zona di accettazione da quella "Arv", trova la sala d'attesa all'ambulatorio. Venerdì la sala non era affollata, perciò i pazienti hanno immediatamente avuto modo di essere visitati dall'équipe medica.

Dopo la fase di valutazione fatta dal team sanitario, il paziente viene indirizzato nello spazio accanto alla sala d'attesa, che da quest'ultima è diviso da un separé. Lì il paziente attende i risultati delle indagini diagnostiche e/o gli viene fornito il trattamento necessario. Infine, accanto allo spazio della fase 2, è stata ricavata un'altra zona, quella relativa alla fase 3, in cui il paziente staziona in attesa di ricevere la documentazione relativa alla propria dimissione.

Per rendere più snello il processo di valutazione e cura, agli eventuali accompagnatori non è permesso di seguire il paziente oltre il bancone di accettazione. Familiari, parenti, amici sono, infatti, destinati ad una sala d'attesa a parte rispetto a quella riservata ai pazienti e che è posizionata lungo il corridoio alla destra del triage. Lì, periodicamente, un infermiere ha il compito di andare per aggiornare l'accompagnatore sull'iter del paziente.

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