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Rubate 324 forme, valgono 110 mila euro

Rubate 324 forme, valgono 110 mila euro

Guastalla: la banda del Parmigiano Reggiano colpisce di notte alla latteria sociale “San Girolamo” di San Rocco

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GUASTALLA. E’ tornata a colpire la banda del Parmigiano Reggiano. Nella notte tra venerdì e ieri, sono state rubate al caseificio sociale “San Girolamo” del gruppo Tirelli di via Pelosa a San Rocco, 324 forme di grana per un bottino del valore di circa 110mila euro.

Un colpo preparato nei minimi dettagli, anticipato anche da “prove tecniche” sul funzionamento dei dispositivi di allarme e sui tempi di reazione di custode, vigilanza privata e carabinieri.

Già a metà settimana il casaro Alfeo Grasselli, che è anche custode del caseificio, è dovuto intervenire nel cuore della notte tra mercoledì e venerdì per spegnere l'allarme che si era misteriosamente attivato senza però che fosse avvenuta una qualche effrazione.

In verità, un componente della banda, aveva già aperto la strada ai complici andando a tagliare la grata di una finestra posta sul lato posteriore. La grata era tenuta unita grazie ad un sottilissimo fil di ferro che a occhio nudo era impossibile notare.

I ladri, prima, hanno messo fuori uso le telecamere del circuito di videosorveglianza e poi, intorno all’1.30 di venerdì notte hanno di nuovo fatto scattare l’allarme. Nel momento in cui il custode, dopo un sopralluogo all’esterno e all'interno del magazzino, ha verificato che tutto era in ordine, e dopo aver segnalato alle guardie giurate di Emilpol che non era necessario alcun intervento, ha riattivato l’allarme.

In quel lasso di tempo, un componente della banda, ha tolto in pochi secondi la grata della finestra già tagliata e si è introdotto nel magazzino avendo però l’accortezza di schermare il sensore d’allarme con una vaschetta di alluminio, come quelle che si acquistano nei supermercati per la conservazione di alimenti.

A quel punto, la banda ha avuto tre ore di tempo per movimentare e caricare su una motrice ben 324 forme di Parmigiano Reggiano tra i 12 e 18 mesi. Il casaro ha scoperto il furto solo intorno alle 4.20 di ieri mattina quando ha iniziato la sua attività.

«Era da tre giorni che diventavo matto a disinserire il sistema d'allarme – ha detto affranto il casaro Alfeo Grasselli – Non mi sono neppure accorto dell’inferriata tagliata. Per vederla avrei dovuto sbatterci apposta la faccia. Dopo l’allarme dell'1.30 saranno passati cinque minuti prima di reinserire nuovamente il sistema ma i ladri erano già dentro. E’ stato l’elettricista, poi stamattina (ieri per chi legge ndr) ad accorgersi della vaschetta di alluminio che copriva il sensore nel magazzino. Non c’è che dire: un furto da professionisti».

La banda è fuggita con il carico di formaggio a bordo di un camion bianco. Sull’episodio indagano i carabinieri di Guastalla.

Al di là della copertura assicurativa che in qualche modo mitigherà l’entità del furto è andato disperso un anno e mezzo di lavoro. Le forme rubate, infatti, erano già pronte per essere vendute. (m.p.)

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