Morto Bruno Rossi, figura storica del socialismo reggiano
Dopo Mani Pulite e lo scioglimento del partito, diventò segretario provinciale del Nuovo Psi
GUASTALLA Si è spento ieri all’età di 82 anni, all’ospedale di Reggio Emilia, Bruno Rossi, ex assessore comunale a Guastalla negli anni ’60, storico militante socialista ed ex segretario provinciale del nuovo Psi. La sua è una famiglia molto nota per aver pagato un prezzo altissimo per essersi opposta al nazifascismo.
Rossi, per anni dipendente Enel, è stato un convinto militante del Psi ed ha partecipato alla vita politica e amministrativa di Guastalla, come consigliere comunale e assessore nella giunta di centrosinistra degli anni ’60. Dopo lo scioglimento del partito nel 1994, aveva continuato a militare nei movimenti nati dalla diaspora socialista, diventando segretario provinciale del nuovo Psi.
In passato aveva fatto parte del consiglio d’amministrazione dell’ospedale di Guastalla ed era stato impegnato nella casa di riposo e nella Gescal, che si occupava di case popolari per i braccianti agricoli.
La sua famiglia, che viveva a Gazzo, tra Gualtieri e Santa Vittoria, è un pezzo di storia della Resistenza reggiana. Rossi aveva 12 anni quando i tedeschi in ritirata entrarono nella sua casa e portarono via la madre Ines Garuti, il padre Giuseppe, la sorella Bruna e il fratello Adriano. La loro abitazione era luogo di latitanza e di riunioni per i partigiani della 77ª Brigata Sap.
Il 23 aprile 1945 i genitori e la sorella furono fucilati, dopo violenze e torture, a San Girolamo di Guastalla, dove un cippo ora ricorda quel terribile e gratuito eccidio, su cui la figlia di Bruno Rossi, Monica, ha realizzato un documentario. Il fratello Adriano riuscì a sfuggire alla fucilazione.
Bruno Rossi lascia i figli Monica, Marco e Matteo, la compagna Ave e l’ex moglie Francesca. I funerali si svolgeranno domani. L’orario sarà definito nella giornata odierna.
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