La Cisl Fp Emilia centrale punta sulla sanità
E’ questo uno dei temi caldi per la confederazione che si è riunita a congresso ieri a Reggio
REGGIO EMILIA. E’ nata ufficialmente ieri, dalla fusione dei sindacati di categoria di Reggio e Modena, la Cisl Fp Emilia centrale. A sancirne la nascita lo svolgimento del congresso straordinario che ha anche eletto nuovo segretario Roberta Roncone, mentre il segretario provinciale uscente di Reggio Davide Battini e quello modenese Patrizia De Cosimo compongono la nuova segreteria. Il percorso dei congressi straordinari già avviato, compreso quello che si è svolto ieri all’orarorio Don Bosco in via Adua, ha dato vita al maggior sindacato per numero di iscritti della Cisl in regione con circa 4.400 associati (di cui 2.000 del solo settore sanità a loro volta suddivisi tra 1.200 reggiani e 800 modenesi). Il lungo percorso si concluderà il 27e 28 maggio prossimi con la fusione delle due strutture provinciali. Gli accordi prevedono che la fusione avvenga con l’incorporazione di Reggio, essendo la Cisl di Modena più forte economicamente e strutturata rispetto a quella reggiana. Una linea da cui discenderà anche la nomina dei segretari, sia di categoria sia di quello generale e la creazione di segreterie ristrette e delle figure di segretari aggiunti. La Cisl manterrà la propria sede provinciale e i propri uffici in via Turri e il cambiamento è «un tentativo di rovesciare la piramide, snellendo le strutture e la rappresentanza politica per dare più risorse ai delegati e alle Rsu che sono in frontiera sul posto del lavoro» hanno spiegato ieri il segretario regionale Roberto Pezzani e il segretario aggiunto nazionale Giovanni Faverin che ha chiuso i lavori congressuali.
Una delle prime sfide che attende il sindacato Fp di Reggio e Modena della Cisl, ha poi sostenuto il neo segretario Roberta Roncone «è diventare un laboratorio di nuove esperienze sindacali che sappia innovare e coinvolgere, con l’uso delle nuove tecnologie, anche quei lavoratori che oggi non rapporti con il sindacato come le partite Iva».
In particolare nella sanità, la sfida in Emilia Romagna è quella dell’ abbattimento delle liste di attesa, che per la Cisl passa «attraverso un attenta verifica della situazione, degli organici, e dei sistemi informativi in uso. Non siamo contrari a nuovi modelli organizzativi (e il riferimento è all’ipotesi di svolgere esami e visite il sabato e la domenica per abbattere le liste ndr), ma si deve tener conto anche di altri aspetti come lo sblocco del tour over, il rinnovo contrattuale fermo al 2009 e l’introduzione di sistemi di valutazione dei dirigenti pubblici».
È stato poi il segretario nazionale Giovanni Favarin a affrontare i nodi del rapporto con il governo, sottolineando che il sindacato «deve essere in grado di cogliere la sfida di Renzi per un pubblico produttivo, di qualità e che consenta risparmi. Da qui la necessità di introdurre anche nel pubblico un modello Pomigliano».
Intendendo con questo la necessità che a fianco della tutele e dei diritti «vi sia un sindacato più flessibile capace di superare liturgie e impegnato a cambiare una pubblica amministrazione disorganizzata e autoreferenziale».
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