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Truffa, condannato finto chirurgo: soffiò la casa e i soldi alla fidanzata

Truffa, condannato finto chirurgo: soffiò la casa e i soldi alla fidanzata

Il 74enne le aveva fatto credere di essere ricco e importante. Poi, la teneva buona con una terapia farmacologica che la faceva vivere in uno stato di torpore

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VEZZANO SUL CROSTOLO (REGGIO EMILIA). Anziché un professore specializzato in chirurgia estetica era un abile truffatore come dimostrano i suoi precedenti penali, inoltre finta era la relazione sentimentale con la sua “preda” – un’operaia di trent’anni più giovane – perché invece di essere veramente innamorato, voleva solo “rastrellare” casa e soldi alla fidanzata.

E’ con questi convincimenti – su una storia giudiziaria a dir poco stupefacente – che il giudice Ubaldo Arduini, ieri in tribunale a Reggio, ha condannato il 74enne Primo Vittorio Cignoli a un anno e mezzo di carcere e ad una multa di 800 euro, oltre al pagamento di una provvisionale di 10mila euro all’operaia 44enne costituitasi parte civile tramite l’avvocato Federico De Belvis. Lei è presente in aula (accompagnata dalla madre) e piange durante la discussione ma anche una volta letta la sentenza: lacrime liberatorie di una donna comunque provata per quanto accadutole, che da quattro anni si trova in condizioni economiche molto difficili. Di lui, descritto come un tipo piuttosto alto ed eccentrico, nemmeno l’ombra.

Nel 2002, quando si conoscono, all’operaia sembra di toccare il cielo con un dito, perché ora è al fianco di una persona di fascino che dice di essere un famoso chirurgo plastico con residenza a Montecarlo. Accecata dall'amore, non s'accorge che quell'uomo le fa pian piano – come ricostruito dalle indagini – terra bruciata attorno, osteggiando i rapporti sia con i familiari che con gli amici. In pratica la coppia si isola, ma soprattutto in lei viene “instillato” il sospetto d'avere dei problemi pischiatrici che non le permetterebbero d'avere una normale vita di relazione. Il "Professore" – come si fa chiamare – sarebbe stato poi molto abile nel convincerla ad abbracciare a quel punto una terapia farmacologica che mette costantemente la fidanzata in una stato di torpore. Un modo per "ammorbidirla", perchè dall'ottobre 2006 all'aprile 2011 arrivano anche le richieste economiche. Con la promessa che le avrebbe restituito i soldi, lei sottoscrive finanziamenti per 37mila euro ed anche la richiesta di un mutuo da 170mila euro per acquistare un'abitazione in Piemonte (che lui poi venderà), per non parlare dei non indifferenti prelevamenti con diverse carte di credito sempre intestate alla donna.

Per il pm Roberto Belforti, alla luce delle testimonianze in aula, ci fu «una vera e propria manipolazione». L’avvocato di parte civile De Belvis ha parlato di minorata difesa e di racconto più che credibile della sua assistita. Mentre l’avvocato difensore Matteo Marchesini ha replicato dicendo che la truffa non è provata e che se Cignoli non risultava iscritto all’Ordine dei medici non significa che non lo fosse stato prima per poi cancellarsi. Netta la decisione del giudice: fu un’odiosa truffa. (t.s.)
 

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