Gazzetta di Reggio

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Un socialista nato dalla Resistenza

di Jacopo Della Porta
Un socialista nato dalla Resistenza

Guastalla, stamattina i funerali di Bruno Rossi, ex consigliere e amministratore

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Si svolgeranno questa mattina alle 10, nella chiesa dei Servi a Guastalla i funerali di Bruno Rossi, storico militante socialista morto domenica all’età di 82 anni all’ospedale di Reggio.

Ieri sera tanta gente ha partecipato al rosario che si è tenuto alla camera mortuaria dell’ospedale civile.

Il sindaco Camilla Verona ha fatto affiggere in città e nelle frazioni un annuncio funebre, dove, a nome anche della giunta e del consiglio comunale, esprime le condoglianze alla famiglia Rossi, “per la perdita del loro caro Bruno, persona molto amata e stimata dalla comunità guastallese per l'impegno nella vita politica e amministrativa della città”.

L’ex amministratore socialista, la cui vita era stata segnata dalla brutalità del nazifascismo, se ne è andato nell’anno in cui cade il 70esimo della Liberazione: un fatto che il sindaco ha voluto rimarcare nel suo messaggio.

«Storico militante socialista, già consigliere e assessore di questa amministrazione e di enti pubblici del territorio, Bruno fu duramente colpito negli affetti più cari quando, il 23 aprile 1945, i genitori e la sorella vennero trucidati dai nazifascisti dopo inaudite violenze e torture». Quando i tedeschi entrarono nella casa della sua famiglia aveva soltanto 12 anni. Un cippo a San Girolamo ricorda il luogo dove avvenne quel martirio.

Mauro Del Bue, direttore dell’Avanti, ricorda alcuni passaggi del percorso politico di Bruno Rossi. «Era stato amministrare del suo comune, Guastalla, il paese più socialista della provincia che vanta sindaci come Adelmo Sichel, il primo sindaco socialista d’Italia eletto nel 1894, poi Enrico Macca, Gino Castagnoli, Angiolino Brozzi, Nando Odescalchi ed Ermanno Fontanesi. Bruno Rossi si collocò sempre sulle posizioni autonomiste che videro, dal 1956, il punto di riferimento politico in Pietro Nenni. Nel 2001 volle aderire al Nuovo Psi perché non sopportava la demonizzazione dei socialisti ad opera degli ex comunisti, dopo le vicende della cosiddetta rivoluzione giudiziaria. E in questo partito rimase fino all’ultimo. Con lui sorse un dissenso politico al momento di aderire alla Costituente socialista del 2007».

Delbue sottolinea anche il pudore che Rossi aveva nel raccontare la tragedia che aveva segnato la sua vita. «Ne parlava poco o nulla, quasi per naturale riserbo, preferendo concentrarsi sulla sua esperienza politica. Quando affrontò l’argomento, nel corso della presentazione di un mio libro di storia socialista, mi vennero i brividi alla schiena».

Quella tragedia, che visse quando aveva 12 anni, è raccontata mirabilmente in un documentario realizzato dalla figlia Monica. In queste ore sono arrivati tanti attestati di cordoglio ai figli Monica, Marco e Matteo e alla compagna Ave. Bruno Rossi aveva partecipato alla vita politica e amministrativa di Guastalla e della provincia. Nella città della Bassa era stato consigliere comunale ed amministratore, ed aveva avuto incarichi nell’ospedale, la casa di riposo e la Gescal.

Dopo i funerali di questa mattina Rossi riposerà nel cimitero di Guastalla.

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