Allarme usura, apre uno sportello
Il fenomeno, in aumento, nella maggior parte dei casi resta sommerso: la “Papa Giovanni” offre aiuto pratico e psicologico
REGGIO EMILIA. Spesso sono vittime della crisi economica che si sono trovate a fare fronte all’improvviso a spese che fino al giorno prima sembravano sostenibili. Altre volte sono persone incapaci di una minima pianificazione finanziaria, mentre in altri casi cascano nella trappola di chi propone credito facile al consumo, presentendolo come una panacea e omettendo accuratamente di spiegare quali sono i costi reali. Quale che sia la ragione della loro condizione, quella dei sovraindebitati è una categoria con la quale da alcuni anni stiamo facendo sempre di più i conti.
Per aiutare queste persone l’associazione “Papa Giovanni XXIII” aprirà con la Fondazione San Matteo Apostolo di Bologna lo “Sportello sovraindebitamento e usura”, che sarà attivo una mattina e un pomeriggio a settimana e riceverà su appuntamento in via Emilia Ospizio 52 a Reggio (telefono 3297142527, mail: debito@libera-mente.org)
Matteo Iori, presidente della Papa Giovanni, spiega come è nata l’idea di questo servizio. «Troppe volte abbiamo notato quanto un indebitamento eccessivo conduca non solo verso la povertà, ma anche verso innumerevoli dinamiche deleterie per la persona e per la famiglia. A volte nella speranza di ristrutturare il debito ci si avvicina al mondo dell’usura, altre volte ritrovarsi sovraindebitati, oltre alle ovvie complicazioni di natura economica, porta a depressione, ricorso a farmaci, emergere di conflitti familiari e persino suicidi».
Cadere nel sovraindebitamento è un’esperienza drammatica, anche perché le agenzie che riscuotono il credito per conto delle finanziarie spesso non vanno tanti per il sottile. «Fanno leva sulla vergogna delle persone - spiega Umberto Caroni della Papa Giovanni -. Gli incaricati si rivolgono ai vicini di casa per avere informazioni sull’indebitato, parlano sul pianerottolo di casa a voce alta, informano i bambini che i genitori non pagano, e così via». Poi si arriva a lettere che simulano ingiunzioni del tribunale o nelle quali si annuncia che verranno pignorati mobili ed altri beni che in realtà non sono pignorabili.
Lo sportello servirà per dare assistenza a queste persone. Sarà fornito un supporto psicologico e pratico. In alcuni casi gli addetti dello sportello potranno prendere contatto con le finanziarie, ad esempio per contestare metodi di riscossione “porta a porta” o missive scorrette. In altri casi l’associazione potrà fare da garante in banca per consentire al cittadino di accedere a un prestito in banca e con quei soldi chiudere il contenzioso con la finanziaria, con la quale sia stato raggiunto un accordo ragionevole. Lo sportello potrà essere d’aiuto per evitare che i sovraindebitati possano cascare nell’usura, che tutti sanno essere in crescita, ma che non emerge dalle denunce. «Dall’inizio del 2015 ci risulta un solo caso nel Reggiano di una persona che abbia spontaneamente segnalato di esserne vittima», spiega Umberto Poggioli della Fondazione San Matteo. Questo perché le vittime hanno paura, data la natura criminale degli usurai.
Scopo della Papa Giovanni e della Fondazione San Matteo è anche quella di educare le persone per evitare che le persone aiutate possano ricadere nello stesso problema. La casistica dei sovraindebitati è molto ampia. Ci sono anche i delinquenti, che fanno truffe di proposito, o i giocatori d’azzardo che si rovinano con le loro mani. Tante però sono persone in buona fede che hanno dovuto affrontare spese familiari e che a un certo punto non sono più riuscite a farvi fronte.
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