Gazzetta di Reggio

Reggio

Avevano 42 chili di eroina: due arresti

di Tiziano Soresina
Avevano 42 chili di eroina: due arresti

Cadelbosco Sopra: sono accusati di traffico internazionale di droga. In cella uomo di fiducia della comunità pakistana

2 MINUTI DI LETTURA





CADELBOSCO SOPRA. Il quantitativo di droga è impressionante – ben 42 chili di eroina – come pure il valore sul mercato dello spaccio che si aggira sul milione e mezzo di euro.

Siamo di fronte, secondo un’indagine partita dalla procura di Bologna, ad un traffico internazionale di stupefacenti e che gli inquirenti avessero in mano carte importanti si è capito ieri, intorno a mezzogiorno, quando sono stati fermati dai carabinieri due pakistani nel comune di Cadelbosco.

Non è ancora chiaro se i due stranieri siano stati bloccati in macchina o in un’abitazione, sta di fatto che è stata sequestrata tutta quella eroina che poteva essere solo in transito nel Reggiano, ma non è escluso che la consegna fosse invece proprio programmata in un posto concordato nella nostra provincia.

Ciò che stupisce è che uno dei due finiti nei guai sia una figura a dir poco conosciuta nella comunità pakistana della Bassa Reggiana: si tratta di Alì Tamoor che risiede a Campagnola ed ha contatti a trecentossessanta gradi con i propri connazionali che vivono fra Campagnola, Novellara e paesi limitrofi.

Da quanto “trapela” l’eroina rinvenuta avrebbe un principio attivo piuttosto elevato, insomma sarebbe di ottima qualità e, suddivisa in dosi, avrebbe fruttato fior di quattrini agli spacciatori.

Negli ultimi tempi gli inquirenti hanno lanciato l’allarme per un ritorno prepotente sul mercato dell’eroina, ma non più per l’assunzione tramite un’iniezione (il tristemente noto “buco” o “pera” che negli anni Settanta-Ottanta ha fatto stragi di giovani), bensì “sniffata” o fumata sotto forma di polvere, oppure bruciata su una lastra per inalarne i fumi. Queste modalità d’assunzione sono scelte per evitare i rischi di infezione legati alle iniezioni, ma anche nell’errata convinzione che conducano meno facilmente alla dipendenza dalla sostanza.

Per i due pakistani è scattato subito il fermo e sono stati trasferiti nel carcere di Reggio. Assistiti dall’avvocato difensore Francesco Tazzari, saranno presto interrogati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google