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Fiere, eventi anticipati a causa della chiusura

di Luciano Salsi
Fiere, eventi anticipati a causa della chiusura

Due manifestazioni previste a inizio 2016 calendarizzate entro la fine dell’anno Ultimatum del salone equino. Doardo: risposte entro sabato o trasloco nel 2016

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REGGIO EMILIA. Soltanto un miracolo potrà salvare le Fiere di Reggio. Giancarlo Doardo, da vent'anni responsabile e organizzatore del Salone del Cavallo, ci spera così poco da avere già preparato la via d'uscita: il trasloco, impegnativo e oneroso, a Cremona. Ne ha dato notizia ieri durante la presentazione della ventottesima edizione, in programma da domani a domenica. «Aspetterò - ha detto - fino a sabato. Se non riceverò risposte, una volta conclusa la manifestazione darò il via al trasferimento, con mio grande rammarico». Non sarà una decisione da prendere a cuor leggero: «Un quartiere fieristico come quello di Reggio - spiega Doardo - è rarissimo in Italia e in Europa. Ha una grande facilità d'accesso, una posizione baricentrica e dispone di seimila metri quadri di capannoni senza colonne, ideali per sistemarvi gli animali. Una struttura così si trova in genere nelle città più grandi. Bologna se la sogna. E' uno dei contenitori più utili. Dovrebbe essere l'ultimo a chiudere. In tutta l'Emilia- Romagna non ne esiste un altro. Perciò andremo fuori regione, avendo trovato a Cremona un quartiere fieristico simile, anche per la tradizione delle fiere di animali».

Una sorte analoga spetta alle altre manifestazioni che, qualora non si verifichi un salvataggio in extremis, dal primo gennaio 2016 dovranno lasciare liberi gli spazi di via Filangieri per consentirne la vendita. Si prevede che entro dieci giorni tutti gli organizzatori privati cercheranno altre sedi. Tutte quelle di quest'anno, quindi, saranno le ultime edizioni delle ormai storiche esposizioni reggiane, fra cui la 76esima Ornitologica, in programma dal 20 al 22 ottobre, Casa e Tavola (3-11 ottobre), Cambi e Scambi (5-6 dicembre), Regium Antiquaria (31 ottobre-8 novembre), oltre alla Suinicola internazionale (52esima edizione), alla mostra canina (45esima), alla bovina (30esima) e al salone d'auto e moto d'epoca Camer (30esima edizione). L'intenzione della Regione è di spostarle in uno degli altri tre centri fieristici emiliano-romagnoli, Bologna, Parma e Rimini, ma gli organizzatori non sono vincolati dalle scelte del presidente Stefano Bonaccini, potendo andare ovunque lo ritengano conveniente. L'esito infausto di questa vicenda dipende, secondo Doardo, da scelte sbagliate. «Gli amministratori pubblici reggiani - dice - hanno dimostrato di non capire un accidente delle fiere. E' stata montata una montagna di balle per nascondere un buco che dipende da operazioni immobiliari errate. La gestione delle fiere era a posto, mentre si è fatto credere che le fosse imputabile il deficit accumulato da Sofiser». Gli dà man forte Enrico Banfi, coordinatore di Fieremilia e del comitato Reggio Città Fiera, che sottolinea le conseguenze pesantissime della chiusura delle fiere per la nostra economia: «Cedere il quartiere fieristico significa rinunciare a 120mila visitatori all'anno, ai guadagni per gli alberghi e per numerose aziende artigianali e commerciali e a un'occupazione di un migliaio di persone. Dei 28 milioni di debito causati da Sofiser con operazioni estranee alle fiere meno di quattro sono stati contratti con i fornitori, gli altri con le banche. Per vendere l'immobile, valutato trenta milioni, prevedo che le tre aste andranno deserte. Quindi alla fine lo si venderà per soli dieci milioni a trattativa privata».

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