Gazzetta di Reggio

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Il Capodanno a Campiglio? Tutta una truffa

Castellarano: affitta casa via web per la vacanza, ma un 36enne (condannato) sparisce con la caparra

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CASTELLARANO. Sognava un Capodanno sulla neve e quando su un sito specializzato ha visto quell’offerta di un appartamento in affitto per una settimana a cavallo fra 2009 e 2010 – oltretutto a Madonna di Campiglio (Trento) e per una cifra più che abbordabile (500 euro) – ha preso subito contatto con chi aveva messo quell’annuncio.

Ma – come è emerso ieri in tribunale a Reggio – per la quarantenne era l’inizio di una brutta avventura, conclusasi amaramente con una truffa bella e buona. Dopo uno scambio di mail e di telefonate, il 5 dicembre 2009 la donna versa su una carta Postepay la caparra di 150 euro. Un versamento che, in pratica, è una ricarica per la carta di Poste Italiane: da quel momento, però, chi ha incassato sparisce e alla quarantenne non rimarrà altro da fare che denunciare il fatto.

Come ha sottolineato in aula il pm Eletta Sassi, quella carta è intestata al 36enne Paolo Valentino, di Cosenza, che ha approfittato della buona fede della donna. «Il commissariato di Sassuolo ha accertato – rimarca il pubblico ministero, chiedendo poi la condanna dell’imputato mai presentatosi in udienza – che su quella carta c’era una certa movimentazione e ad ogni ricarica ricevuta Valentino si precipitava ad incassare allo sportello automatico. Il 23 gennaio del 2010 sempre Valentino è stato indagato dai carabinieri di Madonna di Campiglio per una truffa-fotocopia, utilizzando sempre lo stesso appartamento. Del resto i precedenti penali dell’imputato parlano chiaro. La gravità dei fatti va oltre il valore della trattativa».

Da parte sua l’avvocato difensore Luigi Scarcella (studio Bucchi) ha replicato seccamente, dicendo che, se esiste, è al massimo un inadempimento civile, sollevando poi tutta una serie di dubbi sull’inchiesta: «Non è stato accertato un bel nulla dal commissariato – spiega nell’arringa l’avvocato Scarcella che ha chiesto l’assoluzione – non individuata la località da cui è stato effettuato il collegamento. Non si sa se la carta Postepay sia stata clonata e men che meno se quell’appartamento esiste veramente a Madonna di Campiglio. Insomma, non vi è la prova che sia stata messa in piedi una truffa, solo valutazioni soggettive».

Tesi difensiva che non ha convinto il giudice Silvia Semprini, uscita dalla camera di consiglio con una condanna più pesante rispetto a quella chiesta dalla procura: 11 mesi e 20 giorni di reclusione, nonché mille euro di multa.(t.s.)

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