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Malore fatale in pizzeria, muore una ragazza di 23 anni

Domenico Amidati
Malore fatale in pizzeria, muore una ragazza di 23 anni

Laura Barilli di Vezzano sul Crostolo si è accasciata durante il turno di lavoro al ristorante La Rocca 2. Inutili i soccorsi. I genitori hanno acconsentito alla donazione delle cornee

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VEZZANO SUL CROSTOLO  E’ stata uccisa da un malore improvviso, a 23 anni, mentre stava lavorando alla pizzeria La Rocca 2 di via Piccinini 4/a, nel quartiere “Siberia”, dove da due anni faceva la cameriera. E’ un paese sotto shock quello di Vezzano, dove la notizia della morte di una ragazza giovanissima, Laura Barilli, ha suscitato sconcerto e disperazione. E Laura, in paese, aveva tantissimi amici ed era conosciutissima, un po’ per il suo lavoro in pizzeria ed anche perché era figlia di Alessandra Leoni, assessore al Territorio del Comune di Vezzano sul Crostolo.

Un grandissimo abbraccio a Sandra, per una madre penso non ci sia un dolore maggiore della perdita di un figlio/a.Che...

Posted by Marco Barbieri on Mercoledì 13 maggio 2015

Il dramma è avvenuto poco dopo le 13, proprio mentre il locale era pieno di gente per il pranzo e davanti agli occhi esterreffatti dei titolari della pizzeria, Renata Bellini e il figlio Massimiliano. Laura è stata stroncata da un malore fulminante, probabilmente un infarto, che non le ha dato scampo. La ragazza si è sentita male davanti ai titolari, è caduta a terra ed è stata subito soccorsa da Massimiliano, che ha poi dato l’allarme al 118.

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I volontari della Croce Rossa di Quattro Castella e il personale medico, giunti sul posto, si sono subito resi conto della gravità della situazione: hanno provato a rianimarla a lungo, prima di caricarla sull’ambulanza e trasportarla a sirene spiegate al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, ma quando sono arrivati Laura era già morta e ai medici, sconsolati, non è rimasto che constatarne il decesso, forse dovuto a un infarto fulminante.

I titolari della pizzeria, intanto, hanno chiamato i genitori della ragazza: la corsa verso l’ospedale si è trasformata in disperazione subito dopo il loro arrivo, quando i medici hanno spiegato loro che non era stato possibile riuscire a salvarla. I genitori, in lacrime, hanno autorizzato l’espianto delle cornee. Il primo cittadino vezzanese Mauro Bigi, che ha nella sua giunta come assessore al Territorio la mamma di Laura, Alessandra Leoni, si è subito recato all’ospedale cittadino per portare la solidarietà sua e di tutta la comunità di Vezzano.

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La titolare della pizzeria, Renata Bellini, e il figlio Massimiliano, ricordano così la loro dipendente: «Era con noi da un paio d’anni, era instancabile, rispettosa e perfetta. Siamo disperati per quanto accaduto e per la sua perdita, siamo vicini alla famiglia in questo momento di grande dolore». Poco dopo le 18 di ieri, alla pizzeria La Rocca 2, è arrivata anche la mamma Alessandra, che abbiamo incontrato:«Mi ritengo fortunata – ha detto tra le lacrime – di averla avuta e oggi mi è sembrato che ritornasse dentro di me». Laura, oltre alla mamma lascia il papà Luca Barilli, il fidanzato Tomas Ferri, con il quale conviveva da circa un mese, i nonni, gli zii e i tanti parenti. Ieri sera, nella chiesa parrocchiale San Martino gremita, è stato recitato il rosario. La data dei funerali non è ancora fissata.

"Ricordo la tua luce le risate, l’energia e la tua schiettezza" di VALENTINA RUOZI

Ecco il ricordo di Laura Barilli scritto da un’amica, Valentina Ruozi, per anni nostra corrispondente dalla zona di Albinea. In un periodo della loro vita, le due ragazze hanno frequentato le stesse compagnie

Ci pensavo proprio prima, è stato proprio tre anni fa, era già estate, faceva caldo e in una giornata come oggi, con il sole e il mare nell’aria ero al pc, a scrivere che Cocco (Michele Cocconcelli, ndr) non c’era più.... Sono passati tre anni e oggi, sono sempre qui, seduta allo stesso posto, un pc solo più nuovo, la stessa luce che entra dalla finestra e devo raccontare che Laura non c’è più.

Forse qualcuno si chiederà che centri questo abbinamento di persone, con l’unica cosa in comune di essersene andate troppo presto. Ricordo un paio di estati di qualche anno fa in cui tutti eravamo spensierati, in cui eravamo tutti insieme, in cui passavamo mesi, giornate intere a preparare e a organizzare feste stupende che ancora oggi ricordiamo...

Soprattutto eravamo tutti, c’era Cocco e c’era Laura, tutti nati in un piccolo paese ai piedi della collina, tutti con in tasca la voglia di scappare, la voglia di fare qualcosa di diverso ma anche l’amore per quelle campagne e colline verdi, per la stessa compagnia di amici, per quella vita libera e piena a cui eravamo tutti attaccati dalla pancia.

Ricordo Laura con gli shorts di jeans, i capelli lunghi, la risata fragorosa e la voce squillante. Ricordo la sua energia, la sua luce, la sua freschezza schietta. Dopo quelle estati ci siamo persi, tutti per il mondo... Chi è partito, chi è restato, chi non se n’è andato ma ha cambiato, eppure quei giorni restano con tutti noi, nei nostri ricordi più belli.

A distanza di tempo ho saputo che Laura si era innamorata, era felice e da poco era andata a convivere... Morire a 23 anni non dovrebbe essere consentito, soprattutto quando si è innamorati. Si dice che l’amore possa risolvere tutto ma perché non può risolvere la morte? Perché può essere possibile andarsene all’improvviso senza poter salutare chi ci ama?

Laura era come noi, era come me... A 23 anni, a 25 ci si concede il permesso di rimandare, di vivere aspettando che domani accada qualcos’altro. Ci si concede di prendersi il tempo, di darsi pause, di arrabbiarci oggi, di fare pace domani, di iniziare un libro oggi e di finirlo domani, di provare un lavoro e di cambiarlo domani, di sognare un viaggio splendido e di farlo tra qualche mese o l’anno prossimo... Si è certi di vivere oggi e di farlo anche domani, è infatti così che dovrebbe essere.

Non so cosa pensasse Laura ieri, ma sono certa che avesse pianificato un oggi entusiasmante, pieno della sua vitalità e della sua magia e voglio credere che lo stia vedendo, lo stia vivendo in qualche modo, entusiasmandosi del viaggio, da qualche parte. Ciao Lauretta, fa buon viaggio e ricordati di noi...

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