«Marco è stato ucciso con crudeltà»
Quattro Castella, famiglia sconcertata dall’ipotesi di legittima difesa e “bacchetta” Taormina: «No al processo mediatico»
QUATTRO CASTELLA. E’ a dir poco sconcertata la famiglia Montruccoli davanti alla decisione del Riesame che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’omicidio di Marco Montruccoli, contestato al 28enne Fatmir Hykaj, inquadrando la vicenda non in omicidio volontario, ma in un eccesso di legittima difesa.
Il “passaggio” sulla legittima difesa è un’interpretazione dell’avvocato difensore Carlo Taormina (le motivazioni del Riesame si conosceranno infatti solo fra un mese e mezzo), comunque l’organo giudicante di Bologna ha “alleggerito” la posizione dell’albanese che resta però in cella insieme al connazionale Daniel Tufa per il tentato omicidio del fratello della vittima.
«La famiglia ritiene incomprensibile – fanno sapere tramite una nota i familiari, rappresentati dagli avvocati Francesca Guazzi e Giovanni Tarquini – l’ipotesi di un’asserita legittima difesa a fronte dell’oggettiva brutalità, crudeltà e disumanità con cui è stato ucciso Marco, il quale, non è stato un boxeur professionista come talvolta descritto dai media. I familiari confidando nella giustizia, auspicano altresì che il processo venga celebrato nella deputata sede giudiziaria, evitando una spettacolarizzazione del fatto e che notizie ad esso attinenti vengano divulgate impropriamente». In soldoni, gridano l’assurdità di un delitto ricostruito nell’alveo della legittima difesa e “bacchettano” l’avvocato Taormina per aver imboccato la strada di un processo mediatico. Una “stoccata” arriva anche dall’avvocato Marco Fornaciari che assiste Matteo Montruccoli (fra l’altro di nuovo in ospedale per problemi di salute, ndr) come difensore nell’inchiesta sulla droga e come parte lesa nelle indagini sul tentato omicidio. «A fronte di un esame autoptico – va al sodo il legale – che stabilisce per il povero Marco una decina di lesioni alla schiena, due al fianco e due davanti, vogliamo sapere come si fa a pensare alla legittima difesa. Auspico che il pm Maria Rita Pantani, una volta lette le motivazioni, reagisca facendo ricorso in Cassazione». Intanto è probabile che presto i due albanesi saranno sentiti dal pm Pantani: un interrogatorio sollecitato più volte dall’avvocato Taormina.
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