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Mercatone Uno, per tutti c’è la cassa integrazione

di Adriano Arati
Mercatone Uno, per tutti c’è la cassa integrazione

Accordo firmato al ministero, prevista la vendita dei singoli negozi A Rubiera i 47 dipendenti continuano a lavorare a rotazione con turni ridotti

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RUBIERA. Cassa integrazione per tutti i dipendenti, e le prime prove di vendita per i negozi. Non mancano le notizie per i dipendenti del Mercatone Uno, fra cui i 47 della storica sede rubierese, anche se per ora è difficile capire se si tratti di buone o cattive nuove. L’11 maggio al ministero del Lavoro a Roma è stato sottoscritto, da proprietà e sindacati, l’accordo per la cassa integrazione straordinaria per 3.071 dipendenti della M. Business Srl, la società del Gruppo Mercatone Uno oggi in amministrazione straordinaria dopo la crisi aziendale ufficializzata a gennaio. Le 3.071 persone sono spalmate fra lo stabilimento centrale di Imola e i 79 punti vendita in Italia, fra cui appunto quello rubierese, uno dei più solidi sinora.

La seconda novità è quella di un imminente bando pubblico che i tre commissari straordinari, nominati dal ministero e ora plenipotenziari, stanno predisponendo per la vendita dei beni. Fra questi, i singoli negozi. A oggi questa sembra la strada intrapresa, anche perché il fantomatico imprenditore pronto a rilevare l’intero complesso – di cui si accenna da tempo – sinora non si è mai fatto avanti formalmente. Le speranze ci sono ancora, e in questo caso il Mercatone Uno potrebbe mantenere la propria unitarietà. L’unica certezza, per ora, è quella della cassa integrazione straordinaria. Per quanto riguarda Rubiera, nel breve periodo non dovrebbe cambiare molto. I dipendenti si trovano già da tempo in un contratto di solidarietà con orari tagliati, in modo da permettere a tutte le persone impiegati di lavorare a rotazione. E a Rubiera la cassa integrazione non sarà “a zero ore”, con le maestranze a casa, ma servirà per pagare chi continuerà a prestazione servizio, sempre a rotazione.

«Per ora per Rubiera non si è parlato di cassa integrazione a zero ore, non ci sono segnali in questo senso – dice Luca Chierici della Filcams Cgil – si proseguirà con gli attuali turni ridotti. Anche a livello economico, dal contratto di solidarietà alla cassa, non dovrebbero esserci grosse differenze».

La cassa è retroattiva, avrà valore dal 7 aprile e coprirà anche le ultime settimane. Ovviamente non può risolvere il problema dei ritardi delle scorse mensilità, forse dovuti al passaggio di competenze all’Inps dopo la richiesta di concordato di gennaio. Un “semplice” inghippo burocratico, magari, che però lascia scoperti i conti correnti dei lavoratori. L’altro grande tema è la cessione dei punti vendita, prevista dall’imminente bando pubblico. «Anche Rubiera, come tutte le altre sedi, potrà essere coinvolta – spiega Chierici –. Anzi è una delle più appetibili, perché qui il flusso di lavoro è comunque rimasto sempre discreto, e non ci sono state svendite massicce come da altre parti».

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