«Montagna, non c’è lavoro si rischia tutti di chiudere»
Imprenditori e Cna lanciano l’allarme e puntano il dito anche contro Iren «Siamo tagliati fuori dal mercato da gente che applica prezzi ridotti del 40%»
CASTELNOVO MONTI. «Il criterio del massimo ribasso negli appalti, che Iren e altre grosse realtà si ostinano a perseguire, danneggia le imprese della montagna».
È un allarme occupazionale impellente quello sollevato dalla Cna dell’Appennino, che arrivano a preconizzare il rischio di ulteriori chiusure di medio – piccole realtà del territorio. Eventualità che non farebbe certo bene a un’economia locale, quella della montagna, che è in un costante delicato equilibrio. A rimarcare la criticità attuale i diretti interessati, gli imprenditori.
«La situazione è disastrosa _ afferma l’imprenditore ramisetano della Far (movimentazione terra), Siller Fontanili, aderente alla Cna _ Non c’è lavoro. Siamo costretti alla cassa integrazione di tutti i dipendenti, si spera temporanea. In montagna si sommano mille difficoltà a cominciare dalla viabilità e dalle frane che alla prima emergenza maltempo inevitabilmente bloccano la circolazione isolando interi comuni. Ci sono grandi proclami da parte della Regione sugli stanziamenti per i primi interventi in caso di emergenza maltempo, ma poi assegnano lavoretti con il contagocce, il più delle volte ad aziende che non operano nemmeno sul territorio».
Aggiunge Romeo Ferrari, presidente Cna Area montagna: «Oltre al fattore economico si aggiunge quello di “tenuta” sociale, con la permanenza di piccoli esercizi commerciali che è questione vitale per i residenti». «La situazione è peggiorata ulteriormente con Iren _ continua Fontanili _ quando c’era Agac ci aiutava ridistribuendo i lavori sul territorio. Adesso invece la multiutility Iren pensa solo ai guadagni senza investire sul territorio».
Dello stesso avviso Fabrizio Briselli, titolare della ditta di autotrasporti Briselli srl di Ramiseto, che aggiunge: «Come possiamo competere con aziende non locali che offrono servizi con il 30-40% di ribasso? E soprattutto come fanno a rientrare nei costi a un prezzo così ridotto? Fino a quando Iren userà la logica del massimo ribasso non ci sarà lavoro per le piccole imprese del nostro territorio. Sono stato costretto a dimezzare il personale e a vendere dei camion per cercare di sopravvivere, ma non resisterò in queste condizioni ancora per molto».
Cna in un recente incontro con i sindaci dell’Unione dell’Appennino ha sollecitato lo spezzettamento degli appalti, proprio come misura per dare lavoro alle aziende del territorio.
«Come associazione abbiamo avanzato delle proposte concrete per aiutare il sistema produttivo dell’area _ conclude Ferrari _ che possono dare un respiro alle aziende locali, proposte anche di marketing territoriale che hanno riscontrato grande interesse da parte dei sindaci dell’Unione. Le nostre aziende non possono più aspettare proclami e promesse: hanno bisogno di interventi reali in tempi rapidi per evitare che un territorio ricco di eccellenze e di tradizioni come la montagna costringa i giovani, le aziende e i commercianti a cercare lavoro altrove».
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