«Non si prescrive un reato che miete 60 vittime l’anno»
RUBIERA. Amarezza e speranze miscelate insieme, per i rappresentanti delle vittime dell’amianto che ieri si sono ritrovati al tribunale di Torino. «Come ci sentiamo? Siamo giù di corda. Non avremmo...
RUBIERA. Amarezza e speranze miscelate insieme, per i rappresentanti delle vittime dell’amianto che ieri si sono ritrovati al tribunale di Torino. «Come ci sentiamo? Siamo giù di corda. Non avremmo dovuto arrivare a questo punto», dice Angelo Marinotto, 78enne di Casale Monferrato, che si è costituito parte civile così come il concittadino 61enne Tommaso Anello, che commenta: «Il mondo ha capito il nostro dramma. Il mondo sì e i giudici di Roma no. Non dovevano prescrivere un reato che ancora oggi miete 60 vittime l’anno». Il sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, rappresenta l’ente, che si costituirà parte civile: «Siamo qui con determinazione e con forza di volontà. Speriamo che questa volta la giustizia e il diritto possano coincidere», afferma prima dell'avvio del processo, su cui tanti abitanti ripongono le ultime speranze di riconoscimento di quello che hanno vissuto.
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