Gazzetta di Reggio

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«Processo Eternit, Rubiera parte civile»

di Adriano Arati

La proposta del sindaco Cavallaro alla giunta, due delle 238 vittime sono del paese. Ieri l’avvio del processo-bis

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RUBIERA. Si riparte. Ieri mattina una delegazione rubierese ha presenziato a Torino alla prima udienza preliminare del processo “Eternit bis”, avviato dalla procura torinese contro Stephan Schmidheiny, il magnate svizzero proprietario della Eternit, con 238 accuse di omicidio. Al palazzo di giustizia c'erano alcuni ex lavoratori dello stabilimento rubierese della Eternit, il sindaco di Rubiera e i rappresentanti della Cgil e dell’associazione delle vittime dell’amianto.

Sette persone che si sono unite ad altre arrivate da mezza Italia per il nuovo procedimento giudiziario.

Ora Rubiera potrebbe anche aggregarsi formalmente al processo: ieri sera, al ritorno in paese, il sindaco Cavallaro ha proposto alla giunta la costituzione di parte civile del Comune, visto che due delle 238 vittime sono rubieresi, Dorando Cottafava e Giaele Bonini, operai della fabbrica Eternit locale. «In questa fase aspetteremo, ma nel momento in cui termineranno le parti preliminari e si arriverà al rinvio a giudizio, il Comune di Rubiera si costituirà parte civile, crediamo che sia la strategia giusta», spiega Cavallaro.

Per ora, senza un’accusa concreta sul tavolo, sarebbe un’operazione di scarsa utilità. Se invece ci sarà il rinvio a giudizio per omicidio colposo con dolo, la questione cambierà radicalmente: si tratta di un reato per cui non esistono termini di prescrizione, e quindi il processo non rischia di interrompersi per esaurimento dei termini, come accaduto nel novembre scorso per la prima battaglia legale contro Schmidheiny, quando l’accusa era di disastri ambientale.

Anche Rubiera si prepara a entrare nel procedimento, quindi, come altri Comuni piemontesi hanno già fatto, assieme ad associazioni e sindacati. Il fronte è doppio. Da un lato la causa a Torino, già avviata. Dall’altro, la denuncia presentata dallo stesso Cavallaro alla procura reggiana per 47 casi di omicidio, 47 come gli operai rubieresi morti per tumori ai polmoni e per le conseguenze dell’esposizione all’amianto. A Reggio i magistrati stanno lavorando sul fascicolo, anche in questo caso la speranza è di ottenere un rinvio a giudizio per omicidio colposo volontario, così da allontanare definitivamente il rischio di prescrizione. A breve potrebbero esserci novità anche dalla procura cittadina, nel frattempo l’attenzione è focalizzata su Torino e sul pm Raffaele Guariniello, che ha curato l’inchiesta.

E che ora annuncia battaglia: «Il nostro Paese è l’unico in cui si fa un processo e questo è un vanto per la giustizia di tutta Italia. È un caso che può fare scuola anche in altri paesi». Il processo “Eternit Bis” arriva dopo la prescrizione del primo procedimento, sancita dalla corte di Cassazione per la citata scadenza dei termini. Senza però negare la presenza di responsabilità per le tantissime morti causate dall’amianto: «E’ stata la stessa Cassazione a dirci che nel processo precedente si parlava solo del disastro ma non entrano in gioco gli omicidi. Questo ci ha dato un’ulteriore spinta per andare nella direzione di un nuovo processo con un nuovo capo d'accusa».

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