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Camusso, affondo sulle pensioni

Camusso, affondo sulle pensioni

La segretaria Cgil a Reggio: «Le sentenze si applicano». E a Ballarò va in onda la rabbia dei reggiani

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REGGIO EMILIA.

«Diciamo due cose semplici. La prima è che le sentenze si applicano. La seconda è che se si pensa che la sentenza interviene in una delle tante ingiustizie della legge Fornero, questa è l’occasione per mettere le mani al sistema pensionistico». Lo ha detto, riferendosi alla sentenza della Consulta che boccia il blocco della rivalutazione delle pensioni, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, intervenendo ieri mattina all’attivo dei delegati e attivisti della Cgil di Reggio Emilia. «Dentro questo sistema - ha aggiunto - si possono anche considerare le modalità attraverso cui si distribuiscono diversamente le pensioni. Ma bisogna avere il coraggio di affrontare una somma di ingiustizie, che investono lavoratori attivi e pensionati, per rideterminare un sistema che è capace di solidarietà interna». Un argomento caldissimo, affrontato anche martedì sera in piazza Prampolini. È qui che si è radunata una folta rappresentanza di pensionati reggiani iscritti allo Spi-Cgil, pronti ad intervenire in diretta su Ballarò proprio sul tema delle pensioni d’oro

«Vuêter si mia a post». Strappa un sorriso in studio il signor Vittorio. Ma è un sorriso amaro. La decisione della Consulta, per l'Avvocatura dello Stato, ha un impatto sui conti pubblici di circa 1,8 miliardi per il 2012 e altri 3 miliardi per il 2013, aprendo il discusso capitolo dei risarcimenti. Rimborsi che, secondo alcune stime, potrebbero interessare circa 80mila pensionati, che in diretta tv si sono mostrati più agguerriti che mai. Come il signor Mauro, che percepisce circa 4.500 euro di pensione al mese. Ma non ci sta ad essere considerato un pensionato d’oro.

«Non è un privilegio - dice - io sono un ammortizzatore sociale. Non trascorro le mie giornate tra il sole delle Maldive e la neve dei fiordi novergesi». Con la sua pensione, infatti, aiuta tutti i suoi figli, alle prese con un mercato del lavoro che sembra non lasciare scampo: «Chiudiamo la partita della Consulta e chiudiamo il capitolo delle trattenute sulle pensioni come bancomat per ripianare il debito pubblico». Uno scenario tratteggiato anche dal signor Vittorio, che invece sostiene economicamente la nipote nel suo percorso tra formazione e lavoro. Per lui anche il Jobs Act, che chiama storpiandolo volutamente «ciocabec», «sarà una legge anticostituzionale». Poi, all’idea di essere considerato un pensionato d’oro per i suoi 1.500 euro netti, non le manda a dire: «Sentirmi in colpa? Vuêter si mia a post». Per il signor Silvano, rispetto alla sua aspettativa di vita la pensione da 1.900 non coprirà mai i 450 mila euro di versamenti, mentre la signora Franca strappa un doppio applauso, in piazza e in studio: «Sono arrabbiata con la Fornero perchè cerca di mettere in contrapposizione i giovani e pensionati», attacca, invitando a trovare altrove i soldi. Dove? Da una lotta più efficace all’evasione fiscale. (e.spa)

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