Gazzetta di Reggio

Reggio

Pesta moglie e figlia: «Non mi rispettano»

Pesta moglie e figlia: «Non mi rispettano»

Baiso: i carabinieri arrestano un 55enne per maltrattamenti in famiglia dopo l’ennesima mattinata di botte

2 MINUTI DI LETTURA





BAISO. Pugni in faccia come punizione per la “mancanza di rispetto” verso l’uomo, marito e padre. Una storia dal sapore drammatico, perché mostra una concezione della donna e della famiglia arretrata e crudele, quella scoperta pochi giorni fa dai carabinieri di Baiso. Protagonisti, un 55enne di origine indiana, sua moglie e sua figlia, tutti residenti nel territorio del paese collinare.

Venuta a galla martedì 12 maggio grazie alla figlia 20enne, che dopo essere stata picchiata per aver cercato di difendere la madre, decide di chiamare i carabinieri per raccontare quello che patisce da tempo. Una telefonata al 112 mette in moto i militari della stazione di Baiso; una pattuglia arriva vicino all’abitazione della famiglia, e lì nota una ragazza con la faccia coperta di sangue. Interrogata, spiega di aver ricevuto dei pugni dal padre. Il motivo? L’uomo stava pestando la moglie, “colpevole” di non aver obbedito a un ordine, e lei, intervenuta, era stata a propria volta malmenata, ricevendo dei pugni in faccia.

Viste le condizioni delle due donne (anche la madre era nel frattempo uscita), prima di tutto i carabinieri chiedono l’intervento dei sanitari, e un’automedica giunge sul posto per le prime cure. Subito dopo, entrano in casa per parlare con l’aggressore 55enne. L’uomo, in tutta tranquillità, sostiene di non aver fatto nulla di male o di strano: nella sua visione, la donna deve obbedire al maschio, che ha il diritto di punirla se non si comporta adeguatamente. Teoria risultata poco convincente per i militari, che lo portano in caserma e lo arrestato per maltrattamenti in famiglia. In un secondo momento, vengono interrogate le due vittime, che hanno ricevuto prognosi di 7 e 5 giorni per le contusioni riportate.

La moglie racconta che le violenze, sia verso di lei sia verso le due figlie, sono purtroppo una normalità quotidiana, e spiega di non averle mai denunciate per una miscela di vergogna e di timore delle reazioni, sino alla decisione della figlia 20enne di fronte all’ennesimo pestaggio.

C’è un altro dettaglio doloroso: la seconda figlia, pur di sfuggire a questa situazione, si è trasferita in Gran Bretagna, ufficialmente per imparare l’inglese, ma anche la difficile situazione domestica ha comprensibilmente giocato un ruolo importante nella sua scelta. Il 55enne, dopo l’arresto, è stato portato in tribunale a Reggio, e ieri mattina è comparso in tribunale per l’udienza di convalida. (adr.ar.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google