Sarcone in video-conferenza
Accolta la richiesta di Nicolino ma le udienze saranno trasferite a Modena
REGGIO EMILIA. Nicolino Sarcone vuole presenziare alle udienze per il sequestro preventivo di beni che ha colpito lui e i suoi fratelli. E lo potrà fare, nonostante da gennaio sia rinchiuso nel carcere di Rebibbia, ma in video-conferenza.
E’ quanto ha deciso ieri il tribunale composto dal presidente Francesco Maria Caruso, con i giudici Andrea Rat e Cristina Beretti, dopo che un problema di notifica aveva bloccato il regolare svolgersi dell’udienza. E dopo che i due fratelli in carcere nell’ambito dell’operazione Aemilia avevano avanzato, attraverso i loro avvocati, l’intenzione di prendere parte alle udienze. Se per Gianluigi il trasferimento dal carcere di Bologna è possibile, e più celere, non lo è per Nicolino, che è a Roma. Per questo, l’opzione per lui è la video conferenza. Per consentirglielo, però, sarà necessario trasferire l’udienza in tribunale a Modena, dotato questo al contrario di Reggio di un’aula adeguata: particolare non da poco, in prospettiva del processo per l’inchiesta Aemilia.
E’ saltato dunque il passaggio che, invece, avrebbe dovuto essere in programma oggi: la nomina di un nuovo perito che dovrà passare al setaccio un patrimonio da 5 milioni di euro, dopo la rinuncia del precedente.
Case, terreni, aziende e depositi bancari, nel blitz del settembre dell’anno scorso, vennero bloccati dalla Dia di Firenze e dai carabinieri per “sproporzione” tra il reddito dichiarato e il patrimonio posseduto dai membri della famiglia Sarcone. Evidenza che gli investigatori ritengono sia da collegare alla vicinanza all’ndrangheta. Un dato che – tramite un pool di legali tra cui Giuseppe Milage Ranieri, Antonio Colacino, Stefano Vezzadini e altri – negano. Attesa anche per la decisione della Corte sulla sorveglianza speciale. (el.pe)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
